1  3 Giovedì 4 giugno 2009, ore 22. Quando arrivo al Goganga di Milano si sta esibendo il giovane songwriter Dave Muldoon, newyorchese, di adozione milanese. Presenta alcuni brani tratti da Little Boy Blue (Novunque/Self), un album caratterizzato da atmosfere che spaziano tra il rock, il blues e il folk e impreziosite dalla sua voce roca e calda. Poi la scena cambia connotazioni e colore quando sul palco sale il gruppo dei KALWEIT & THE SPOKES. Tre elementi che provengono da scene differenti. KALWEIT, innanzitutto, è il cognome dell’americana GEORGEANNE, voce e anima della band, ex cantante dei Delta V che ha collaborato, tra i tanti, anche con Vinicio Capossela. Ad accompagnarla alla batteria LEZIERO RESCIGNO (La Crus, Amour Fou) e alla chitarra GIOVANNI COLELLA, produttore e sound engineer (Dj Panda, Les Mokò, Korinami). Rimanendo in tema di collaborazioni degne di nota, inoltre, i KALWEIT & THE SPOKES hanno reinterpretato il brano Last Minute di Ivano Fossati. La bellissima cantante di Minneapolis, indossa un abito verde e un paio di stivali old-fashion con eleganza e disinvoltura. La sua voce profonda e sensuale, affascina da subito. 4Tiene egregiamente la scena, si muove con charme e sicurezza, è una vera professionista e lo dimostra in più di una occasione, anche quando si presenta qualche piccolo intoppo tecnico: sorride e si scusa. kalweitandthespokes_aroundtheedges_cover72-150x150Il pubblico numeroso, applaude e dimostra entusiasmo. I brani proposti, provengono dall’album d’esordio AROUND THE EDGES (2008) ad eccezione dell’unica cover: TAINTED LOVE e del singolo ICEMAN. Sono molti i generi da cui la musica  di KALWEIT & THE SPOKES attinge e trae ispirazione “Una sorprendente ricerca del diamante grezzo dei generi musicali dall’ “old school blues” al folk, dall’alt-country al post punk.” Lo spettacolo “minimalista e dalle atmosfere retrò” è impreziosito dalla proiezione di filmati che scorrono a fare da contorno. Come per le canzoni, sono presenti citazioni cinematografiche e pittoriche, da Clara Bow, attrice simbolo dell’ “età del jazz”, a New York Movie , uno dei quadri di Edward Hopper. Sullo stage compare anche una piccola lanterna di carta che Georgeanne accende e sistema sull’asta del microfono. L’aria si riempie di luce, colore e magia. La musica ci dimostra ancora una volta come sia possibile chiudere fuori per qualche attimo il caos e le preoccupazioni e  viaggiare piacevolmente indietro nel tempo fino ad arrivare in una sognante New York ai tempi del cinema muto.

Foto di D.Veronese

Riferimenti web:

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