Benvenuti in (Hotel) Paradiso

Hotel Paradiso, Familie Floez, ©Michael_Vogel_presse

Hotel Paradiso” è in scena dal 14 al 16 febbraio sul palco del Teatro Menotti. Un gradito ritorno, quello di  Familie Floez, la storica e pluripremiata compagnia internazionale di teatro di figura, che ha riscosso grande successo con Teatro Delusio.

Ad accogliere il pubblico davvero numerosissimo in sala (da soldout), c’è una deliziosa scenografia che riproduce l’ingresso di un hotel, circondato dalle montagne. Ma non fatevi incantare da questo scenario paradisiaco, perché la realtà è di ben altra forma e sostanza…

Se – come recita il celebre proverbio – “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”, è anche vero che quella per raggiungere il paradiso, a volte passa per l’inferno (e per raggiungerlo si può anche prendere l’ascensore). Hotel Paradiso è il nome di un piccolo albergo di montagna, gestito da uno staff molto particolare. Un’anziana capo-famiglia che cerca di far rispettare con rigore da despota l’ordine delle cose, sotto l’occhio attento e vigile dello spirito del defunto marito che, ogni tanto esce e scende addirittura dal suo ritratto.

Il figlio pigro e un po’ imbranato, che sogna il vero amore e sebbene la donna addetta al piano cerchi in ogni modo di conquistare la sua attenzione e di rapirgli – o meglio di rubargli da buona cleptomane quale si dimostra – il cuore, l’amore sembra quasi raggiungerlo durante un imprevisto incontro con una affascinante cliente dell’hotel.

La serenità famigliare (si fa per dire), deve anche fare i conti con la rivalità dell’eccentrica e accentratrice figlia che vorrebbe gestire a modo suo l’albergo – complice uno sventurato amante che cerca di assecondarla fino alla (sua) fine –  e trasformarlo con i suoi colori e le sue stravaganze.
E come se non bastassero già queste premesse, in cucina c’è un cuoco (dal cuore tenero come un orsacchiotto – il suo) che ha un’insolita passione per la macellazione, non solo degli animali…

Le giornate sembrano scorrere e scivolare ordinariamente all’Hotel Paradiso,  scandite al suono della musica di dischi di sapore retrò e dal tintinnio dell’acqua – dalle particolari caratteristiche salutari – della “magica fonte”. Fuori dove gli uccellini cinguettano e i fiori sbocciano, le quattro stelle poste sulla porta all’ingresso, si stagliano e risplendono nel sole anche se, sono destinate a trasformarsi da lì a poco, in meteore.

All’improvviso,infatti, ecco intravedersi all’orizzonte le prime nubi. Un freddo vento sibila e preannuncia la prima delle sciagure, che stanno per abbattersi sull’albergo. Accadono vicende che tingono di nero e rendono cupo il blu del cielo che sovrasta l’Hotel Paradiso.
Dalla comparsa del primo cadavere, la situazione precipita e sfugge di mano ai protagonisti che iniziano una serie di autentici corpo a corpo.

Come andrà a finire? Senza anticipare o svelare nulla, ovviamente male, come nella migliore trama degna dell’appellativo noir, ma in questa atmosfera grottesca non mancano le risate e le affascinanti tinte melanconiche tipiche degli spettacoli dei Familie Floez che sapranno rapirvi e conquistarvi con la loro originale autenticità.

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Le maschere dei Familie Floez,  la forza della comunicazione empatica

Già dopo aver visto Teatro Delusio lo scorso anno, avevo parlato di “maschere empatiche” perché è la sensazione più tangibile che si prova – o che perlomeno ho provato – assistendo ai loro spettacoli. Le maschere che indossano i quattro attori che fanno parte di questo affascinante gruppo berlinese, innescano in chi è spettatore, meccanismi ed emozioni umane univoche che vanno a pescare nell’interiorità.

L’assenza di espressione del viso o meglio la presenza costante dello stesso ritratto visivo e la totale mancanza di dialoghi, spingono a concentrarsi sui movimenti, sulle sensazioni e sulle percezioni. Allenano in un certo senso l’ascolto interiore. Il risultato finale è un sapiente mix tra divertimento, la meraviglia e uno sguardo curioso, istintivamente puro e primordiale.

Queste maschere, a loro volta, ci guardano e ci scrutano.  Mentre camminavo per tornare a casa nella mente mi è passata una domanda:  “Chissà cosa pensano i protagonisti che le indossano, quale sarà la sensazione che noi rimandiamo a loro?” Al di la della risposta, credo che questa forma di teatralità racchiuda la sua forza anche in questo singolare scambio emozionale.
È una particolare energia quella che si sprigiona e che vi consiglio vivamente di provare, assistendo a un loro spettacolo. Il pubblico di Milano presente alla prima serata al Teatro Menotti, ha decisamente risposto con vero entusiasmo!

HOTEL PARADISO – Familie Floez, Theaterhaus Stuttgart, Theater Duisburg – in scena al Teatro Menotti 14 | 16 FEBBRAIO

Un’opera di Sebastian Kautz Anna Kistel Thomas Rascher Frederik Rohn Hajo Schüler Michael Vogel Nicolas Witte
Con Anna Kistel / Marina Rodriguez Llorente / Melanie Schmidli Matteo Fantoni /
Sebastian Kautz Daniel Matheus / Frederik Rohn Fabian Baumgarten / Thomas Rascher /
Nicolas Witte Regia Michael Vogel Maschere Thomas Rascher, Hajo Schüler

Teatro Menotti informazioni e contatti

Il Teatro Menotti è in via Ciro Menotti 11 – Milano
Tel: 0236592544
Email: biglietteria@tieffeteatro.it
Orari di apertura: Lunedì -sabato dalle 15 alle 19 – domenica nei giorni di spettacolo dalle 14.30 alle 16.00

COME ARRIVARE al Teatro Menotti:
Passante ferroviario fermata DATEO
Metropolitana: linea MM1 fermata Palestro o Porta Venezia – MM2 fermata Piola (dalle fermate proseguire con tram o autobus)
Tram: linee 5,23,33 fermata piazza Adelaide di Savoia – linee 29, 30 fermata piazza Tricolore oppure viale Piave
Autobus: linea 54 fermata Corso Indipendenza-via Bronzetti – linee 60,62 fermata via Castel Morrone-via Modena – linea 61 fermata corso Indipendenza-via Bronzetti
Filobus: linea 92 fermata piazzale Dateo
Servizio RADIOBUS attivo tutti i giorni dalle 13 alle 02.00/info e prenotazioni 02 48034803 – fermata via Ciro Menotti 25

 

Photocourtesy
Marianne Menke
Michael Vogel
Frederik Rohn

Materiale Stampa:
Linda Ansalone (Ufficio Stampa Menotti)


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