Donchisci@tte il cavaliere quantico

Donchisci@tte, copertina

Donchisci@tte è il titolo dello spettacolo con Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi alle prese con  i deliri 2.0 della società moderna. Ha debuttato in prima milanese il 12 e resta in scena al Teatro Menotti di Milano fino al 17 novembre. Una narrazione spiazzante che ha la potenza e la caratterizzazione artistica di due straordinari attori!

Il cavaliere quantico Donchisci@tte/Benvenuti, lo scudiero “nerd” Sancho/Fresi e il mondo visto da un garage

Appena entrati in sala a teatro e dopo aver preso posto, l’occhio è rapito inevitabilmente dalla scena che mostra l’interno di un garage o di un bunker anti-contaminazione e a prova di zombies. Sono presenti una scrivania, scaffali, una lavagnetta, un sacco da box, una pianola, un materasso e due eccentriche e artigianali armature da samurai appese alla parete. La scena è fiocamente illuminata da neon e da uno schermo collegato a una videocamera, che inizialmente riprende – in tempo reale – parte della platea.

Dopo essere stati scrutati per qualche istante da Don Chisciotte/Benvenuti, sdraiato su una brandina in scena e destatosi dal sonno, lo spettacolo entra nel vivo con l’arrivo di Sancho/Fresi che varca la cigolante porta/saracinesca. Regge una borsina con dei panini che – contrariamente a quanto dovevano contenere – sono ripieni di prosciutto e non di mortadella. E proprio su questo primo elemento, si scatena e ha inizio il delirante dialogo tra i due protagonisti che arrivano a discorrere persino di buchi neri, salti quantici, rane bollite e zombies.

Un corpo a corpo che alterna battute a litigi, tesi fantastiche e contorte a teorie complottiste, esercitazioni anti sommossa e duelli a brevissime pause di riflessione, scandite dalla musica e intervallate anche dalle riprese di video messaggi che il moderno cavaliere errante con la chiocciolina, Donchisci@tte, posta sul suo canale di YouTube, unico contatto con il mondo esterno.

La visione dello spettacolo è spiazzante e catalizzante al tempo stesso, grazie alla straordinaria espressività e recitazione di Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi  che danno una eccellente prova della loro bravura artistica. (Lo stesso copione portato in scena da due volti anonimi, a mio parere forse rischierebbe di non avere lo stesso appeal ).

Donchisci@tte nell’adattamento firmato da Nunzio Caponio per la regia di Davide Iodice fornisce un ritratto accurato e fedele delle contraddizioni e connotazioni dell’era tecnologica. Una narrazione che scava dentro ogni spettatore e con ogni probabilità arriva a toccare corde differenti a seconda del vissuto, scatenando reazioni e impressioni diverse e lasciando comunque aperti alcuni interrogativi.

Ed è sempre l’amore che conta

Gustave Flaubert scrisse“Quello che è prodigioso nel Don Chisciotte è la totale mancanza di artificio e la continua fusione di illusione e realtà, che ne fanno un libro così comico e così poetico”. In realtà anche se il celebre romanzo di Cervantes, rimane solamente di latente  ispirazione e spunto, ci sono diversi elementi  adattati che si possono ritrovare in questa moderna riscrittura tecno-digitale di Donchisci@tte come la lotta contro i mulini a vento – che sono rappresentati dai meccanismi di manipolazione della società e dai dettami della politica –  i nemici immaginari che hanno le sembianze dei diversi, degli emarginati, degli immigrati. Del resto lo stesso Cervantes era un cultore e sostenitore della realtà e con il suo libro cercò di istruire i lettori alla verità, utilizzando lo strumento più indicato da sempre per raccontarla: la parodia. E questa strada continua a essere la più seguita e la più indicata.

Donchisci@tte  è un visionario disilluso con il cuore ancora bambino. Comprende che il bagliore della magia del passato si è spento, che l’uomo senza la sua immaginazione è perduto ed è destinato a un inevitabile declino e che la sempre più forte alienazione delle generazioni giovani, genera indifferenza e solitudine. Le uniche forze salvifiche capaci di risvegliare gli zombies dal torpore, oltre al “pensiero positivo” restano sempre la poesia e quel perduto”amor che move il sole e l’altre stelle” (e che ci fa commuovere ancora davanti a un tramonto).

L’amore è invisibile, entra ed esce dove vuole senza che nessuno gli chieda cosa stia facendo” racconta l’originale cavaliere errante del romanzo di Miguel de Cervantes…Anche il tecno-digitale Donchisci@tte sogna di innamorarsi ancora e a tal proposito utilizza la rete per lanciare un appello via webcam anche se scopre poi amaramente, che è sempre opportuno e consigliato gettare il cuore oltre…lo schermo.

 

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12/17 NOVEMBRE – DON CHISCI@TTE – Con Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi – Adattamento e regia di Davide Iodice – Arca Azzurra Produzioni – PRIMA MILANESE

Per ulteriori informazioni e per l’acquisto dei biglietti:
Teatro Menotti – Via Ciro Menotti 1, Milano – tel. 02 36592544
oppure biglietteria@tieffeteatro.it

Acquisti online
con carta di credito sul sito ufficiale del Teatro Menotti

PhotoCourtesy
Gaia Recchia

Ufficio Stampa Menotti (Linda Ansalone)


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