Romina Mondello è Medea

Medea5-Ph@Roberto DEe Biasio

Medea la mitologica mezza dea, protagonista della tragedia di Euripide.  Donna, sposa e madre, tradita e umiliata da Giasone, accecata dalla rabbia e dal rancore, arriva ad uccidere i suoi figli. Nell’adattamento e nei panni di Romina Mondello, affiancata da Alessandro Averone, ha emozionato la platea del Teatro Menotti nella serata della prima milanese.

C’è un po’ di Medea potenzialmente in ogni donna, e fa riflettere che una storia tanto arcaica, riesca ad avere connotazioni ancora incredibilmente attuali. Credo che anche per questa sua straordinaria contemporaneità, sia stato scelto questo racconto a cui dare un volto, una voce, una caratterizzazione e una bellezza di armoniosa grazia, come quella di Romina Mondello.

Colori,elementi scenografici e suggestioni sonore

La scenografia, nella sua semplicità, è d’effetto ed evoca la terra e il mare. Sul palco sono presenti alcune casse di legno, una barca e qualche lanterna luminosa a far da contorno. Sullo sfondo una luce blu, come il colore dell’ultima notte durante la quale, si accende il  cupo desiderio di vendetta di Medea.  Blu che si alterna a qualche occhiata di bianco, che illumina il volto e gli occhi striati di nero, della protagonista. Bianco anche come la cecità che calerà sugli occhi di Medea come un velo, accessorio che le copre la disperazione del viso e che –  in alcuni momenti – la avvolge come in un bozzolo.

Mi ha fatto pensare anche alla tela del ragno, che  solitamente il predatore utilizza per bloccare le sue prede, in attesa di iniettare loro il veleno mortale. Lo stesso veleno che – in una Medea obnubilata dal dolore – le gira in circolo nelle vene e arriva a privarla della lucidità fino a compiere il drammatico piano per punire Giasone, sacrificando persino ciò che per una madre è più importante: i suoi figli.

I costumi dei protagonisti sono lunghe tuniche  di fedele ispirazione antica. Vesti bianche, che si tingeranno idealmente del colore rosso della rabbia, del sangue e di quel fuoco che arriva a bruciare la pelle di Glauce  e di suo padre – il re di Corinto – stretti nella dolorosa morsa di un abbraccio mortale, dopo essere stati colpiti dal veleno che – sotto le sembianze di un dono – Medea fa recapitare alla promessa sposa di Giasone.

A creare e aumentare ulteriormente il pathos al percorso narrativo, le musiche di sapore mediterraneo, suggestive.  Il tappeto sonoro porta la firma del musicista visionario Andrea Salvadori  (Premio Ubu 2018) e spazia da canzoni siciliane a nenie greche, interpretate dalla voce a tinte etniche di Camilla Barbarito.

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Romina Mondello racconta una Medea tra abbandono, rifiuto per il diverso e la discriminazione di classe sociale

Il filo conduttore dello spettacolo è l’abbandono che contempla la perdita di ogni cosa: dalle radici all’identità, dall’equilibrio ai figli. Giasone non rispetta Medea, la ripudia come sposa e come donna.  Cerca di farla sentire colpevole e irriconoscente anche per la sua condizione acquisita, anche se è lui in realtà che dovrebbe esserle grato, dovendole riconoscere l’aiuto nella conquista del vello d’oro. Medea è barbara, è una donna che proviene da una casta sociale non elevata come quella della figlia del re di Corinto, che Giasone intende sposare e la cui unione – cerca di convincerla a credere – porterà benefici per i suoi figli oltre che per quelli che lui procreerà con la nuova sposa.

Arriva persino ad accusare Eros, di essere colpevole della folle e travolgente passione che ha condotto Medea ad innamorarsi di lui. Giasone è anche un uomo con le sue debolezze. È ingenuo quando crede al simulato pentimento di Medea, convinto che lei lo abbia davvero perdonato senza sapere che in realtà, lei sta tessendo sapientemente la tela, nella quale finiranno le sue vittime.

Medea è una donna sola, fragile, diventata vittima di se stessa dopo essersi annullata. Si è dovuta trasformare da barbara a greca e ha lasciato tutto per il suo sposo, convinta che per amore, fosse giusto. Una donna astuta e affascinante che sa essere spietata e davanti all’indifferenza del marito, mette in atto la tragica vendetta. Un’anima graziata dagli dei e maledetta dal marito. Piegata dalla disperazione, costretta costantemente alla fuga.

Romina Mondello è una incantevole Medea affiancata da un intenso Giasone Alessandro Averone . Gli applausi scroscianti ed entusiasti, alla fine della prima serata, hanno dimostrato l’apprezzamento del pubblico. Dal palco al dietro le quinte, se li sono meritati davvero tutti.

Medea-Ph@Roberto De Biasio
Medea (Romina Mondello)-Ph@Roberto De Biasio

MEDEA di Euripide|In scena al Teatro Menotti di Milano dal 17 al 27 ottobre
Spettacolo realizzato per il 72° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza

Adattamento di Romina Mondello
Regia di Emilio Russo
Assistente alla Regia Claudia Donadoni
Produzione Tieffe Teatro Milano

Con Romina Mondello, Alessandro Averone, Camilla Barbarito, Paolo Cosenza, Nicolas Errico, Giovanni Longhin, Patricia Zanco
Musiche: Andrea Salvadori
Scenografia: Dario Gessati
Costumi: Daniele Gelsi
Luci: Mario Loprevite


Per ulteriori informazioni e per l’acquisto dei biglietti:
Teatro Menotti – Via Ciro Menotti 1, Milano – tel. 02 36592544
oppure biglietteria@tieffeteatro.it

Acquisti online
con carta di credito sul sito ufficiale del Teatro Menotti

PhotoCourtesy
Roberto De Biasio

Ufficio Stampa Menotti


Romina Mondello ha recitato sul palco del Menotti anche in:
🎭Amami o Cado
🎭Un salto in cielo-Brechsuite

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