Amore: un arte che si impara. Le “lezioni brevi” di Massimo Recalcati

Amore un arte che si impara - Massimo Recalcati presenta "Mantieni il bacio" Feltrinelli Editore - incontro pubblico Teatro Franco Parenti Milano

Domenica 31 Marzo. Una mattina in cui la sveglia potrebbe essere più “faticosa” del solito, visto che è cambiata l’ora stanotte anche se a me, i cambiamenti piacciono sempre. Li amo, giusto per usare una parola che oggi, sentirò pronunciare parecchio. Anche a un “toro seduto” come la sottoscritta, in fondo, risulta piacevole alzarsi di buonora. Se poi ho un appuntamento che mi fa scattare in piedi volentieri come quello odierno…

Al Teatro Franco Parenti a Milano, Massimo Recalcati – psicoanalista e scrittore – è presente per il firmacopie del suo nuovo libro “Mantieni il bacio – Lezioni brevi sull’amore” e per un incontro pubblico.

Amore: un’arte che si impara. L’incontro pubblico e le “brevi lezioni” di Massimo Recalcati

L’essere umano ama sempre la madre – lo dice Freud e lo espone Massimo Recalcati nelle parole introduttive dell’ incontro al Teatro Franco Parenti. Racconta di una esperienza reale,  di un paziente che rievoca un sogno a tratti “disturbante”, dietro al quale si cela la figura della madre.  La tesi sostenuta da Freud  afferma che “Nell’amore non c’è libertà ma c’è una ripetizione di un vincolo antico. L’amore non è mai altruistico, non esiste amore per l’altro. Dire ti amo non significa “io amo te” ma “io mi amo attraverso di te, attraverso i tuoi occhi.

Lo specchio – spiega – è l’oggetto che più di tutti illustra una dinamica ingannevole, come quella illusoria dell’amore. La rottura di un rapporto amoroso avviene quando questo strumento riflettente, non restituisce a me stesso l’immagine ideale di me. Freud sostiene che amiamo solo chi esteriorizza l’ideale narcisistico di noi stessi.

Due tesi che dimenticano tuttavia – dice Recalcati – diverse cose: prima di tutto l’evento dell’amore, che ha a che fare con l’incontro. Freudriduce il fuoco alle legna edipiche“. L’incontro d’amore invece è nel fuoco delle legna. L’amore accade sempre per caso e ovunque.

È un fuoco, una “magia” che modifica il senso e il valore del tempo.  Ci fa rinascere e fa nascere –  attraverso gli altri – il mondo.  Programmarlo è impossibile e controproducente, perché è nell’imprevedibile che si cela la sua contingenza.

L’amore tende all’eterno, vuol fare di un istante una ripetizione infinita e arrivare a dire “sarà per sempre”. La vocazione degli amanti è il giuramento di questa promessa, anche se nessuno potrà assicurarci che effettivamente lo sarà.
Questa è la bellezza eroica dell’amore “alla Don Chisciotte” – aggiunge Recalcati.

Il desiderio, il miracolo dell’amore, il nome intraducibile, la fedeltà

Dire ti amo non significa dire ti desidero – prosegue – C’è una notevole differenza perché  il “ti desidero” alla luce della psicanalisi è una connotazione sessuale, non è desiderio di una cosa, ma desiderio d’altro rispetto alla cosa.  Porta con se un elemento di inquietudine irrisolvibile. Lacan – psichiatra, psicoanalista e filosofo francese da cui nasce il modello di psicoanalisi seguito da Recalcati  e che rispetto a Freud ha un approccio molto più “spirituale” – lo paragona a un dipinto di Bruegel “Parabola dei ciechi” (ndr) perché porta con sé l’insoddisfazione che genera quella spinta ad abbandonare l’oggetto per un altro oggetto.
L’amore rende invece l’altro insostituibile.

A tal proposito, Recalcati cita  anche la canzone di De André “Amore che vieni amore che vai” che incarna la figura retorica del desiderio. Quando il desiderio si ferma  – e rende l’oggetto destinato ad essere sostituito da un altro oggetto, insostituibile – ecco che si verifica il miracolo dell’amore.

L’amore parziale non esiste. L’oggetto – ossia il corpo – diventa nome e il nome dovrebbe essere l’unica parola intraducibile in ogni lingua. Da qui si arriva a dire che si ama tutto di un altro, si ama il suo corpo come fosse un nome. Ecco allora che il desiderio si fissa e diventa fedele.

Ai figli – suggerisce Recalcati – occorre parlare d’amore attraverso i poeti, le canzoni d’amore. La vera educazione sentimentale mostra che quando il desiderio sessuale si associa all’amore, dona più godimento, è più grande.
Il nevrotico, teme di perdere l’oggetto e per questo motivo,  dissocia il sesso dall’amore.

«E poi a un tratto l’amore scoppiò dappertutto». La gioia di amare, la libertà, la mancanza

Per affinità parallela con il mondo musicale, ho pensato anch’io ad uno dei miei più grandi riferimenti musicali – Fabrizio De André – e alle parole di una frase inedita, che Dori Ghezzi rese pubblica tempo fa: «E poi a un tratto l’amore scoppiò dappertutto».
La gioia più grande dell’amore profondo, tale da renderlo il più grande psicofarmaco, risiede soprattutto in quella forza di “sospendere il dolore del mondo”. La vita porta con se una ferita, il dolore.
«Ogni volta l’amore ci salva dalla ferita del mondo.» scrive Massimo Recalcati.

È un’esperienza di totale libertà – non esiste possibilità di obbligare qualcuno ad amare – ma quando amiamo, vorremmo che l’amato/a fosse sempre con noi, non fisicamente ma che ci amasse per sempre. Non voglio possederla/o come posseggo un oggetto, ma voglio possederla/o mentre lei/lui è libera/o, lasciandola/o libera/o di scegliermi sempre. La fedeltà non deve essere il risultato di una “clausura”  e a tal proposito – lo psicoanalista – cita il racconto di Proust la Recherche.

Recalcati paragona l’incontro amoroso con un viaggio in aereo, sostenendo che “l’amore è “una turbolenza”, l’esperienza di una “rottura”. Si è interi prima di  aver a che fare con l’altro. L’amore introduce la mancanza, non la risoluzione della mancanza. La apre al nostro interno.
Mi manchi perché ti amo” non “Ti amo perché mi manchi“.

Questo è un punto importante su cui riflettere. Non si può capire il fenomeno della violenza, se non si parte da questo presupposto. La violenza  infatti è la risposta più terribile alla libertà dell’altro – conclude.

Vi invito a scoprire tanto altro ancora, nelle pagine del libro.

Aggiungo una personale riflessione che emerge ogni volta che faccio un’esperienza formativa e guardando alla visione che caratterizza la mia vita e i miei progetti.  Penso fermamente che tanto più di qualcosa ci si “innamora” tanto più ci si riesce a dedicare con uno slancio e un approccio favorevole, arrivando ad interiorizzarla. Se poi  come oggi, si parla di Amore con la A maiuscola,  ça va sans dire.

Amore un arte che si impara - Mantieni il bacio - libro di Massimo RecalcatiMantieni il Bacio – Lezioni brevi sull’amore|Massimo Recalcati|Feltrinelli Editore

«L’amore dura solo il tempo di un bacio?
La sua promessa è destinata fatalmente a dissolversi?
La fiamma che brucia può durare eternamente?
Oppure ogni amore finisce inevitabilmente in merda?
Il desiderio per esistere non ha forse sempre bisogno del Nuovo?»

Il ciclo di trasmissioni televisive – seguitissime – si è trasformato nel  canovaccio del libro “Mantieni il bacio – Lezioni brevi sull’amore“. Un percorso narrativo che prosegue quanto già iniziato durante il “Lessico Amoroso” e che si arricchisce di pagine di  riflessioni, riferimenti, pensieri e temi sull’argomento.

Un linguaggio semplice, non accademico, accessibile a tutti – amanti delle materie psicologiche, filosofiche e dei percorsi che indagano – per quanto sia possibile farlo – i sentimenti e l’animo umano.
Amare è un’arte – cosi come divulgare concetti, pensieri e riflessioni profonde.  Riuscire a trasmettere coinvolgere e appassionare, senza rischiare il “corto circuito cerebrale” o lo sbadiglio facile è fondamentale. Massimo Recalcati – per me – ci riesce bene con un tocco di leggerezza e ironia, miscelate nel modo giusto, che non guastano.

«È davvero possibile tenere delle lezioni sull’amore?  – scrive Massimo Recalcati nelle note introduttive del libro – Evidentemente no. Non è mai possibile spiegare l’amore. Non è mai possibile ridurre l’amore a un concetto. È invece possibile e necessario parlare d’amore, continuare a parlare d’amore.» E qui per concludere in musica, un altro parallelo  mi nasce spontaneo. Quello con la meravigliosa canzone “Parlami d’amore Mariù” del 1932 scritta da Ennio Neri e Cesare Andrea Bixio interpretata dalla voce di Vittorio De Sica nel film “Gli uomini, che mascalzoni”.

Massimo Recalcati|Riferimenti per approfondire
Psicoanalista tra i più noti in Italia, dirige l’Irpa (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata) e nel 2003 ha fondato Jonas Onlus (Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi). Scrive per la Repubblica e insegna Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università di Pavia e Psicoanalisi e scienze umane presso l’Università di Verona. Ha pubblicato numerosi libri, tradotti in diverse lingue, tra cui: Ritratti del desiderio (2012), Jacques Lacan. Desiderio, godimento e soggettivazione (2012), Non è più come prima (2014), L’ora di lezione (2014) e Contro il sacrificio (2017). Con Feltrinelli ha pubblicato: Il complesso di Telemaco (2013), Le mani della madre(2015), Il mistero delle cose (2016), Il segreto del figlio (2017), A libro aperto (2018), Mantieni il bacio – Lezioni brevi sull’amore (2019).

Per saperne di più e conoscere i prossimi incontri, vi rimando al sito ufficiale di Massimo Recalcati

⇒Se vi interessano altre tematiche di carattere psicologico e sociale, vi consiglio la sezione de Lo Specchio ArtMusic  Arte Psicosociale

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