Abitare la battaglia|Conseguenze del Macbeth

Abitare la battaglia (Conseguenze del Macbeth)

Abitare la battaglia (Conseguenze del Macbeth) al Teatro Menotti di Milano

Sul campo di battaglia, allestito al Teatro Menotti di Milano, si muovono sei attori e un’attrice. Fanno il loro ingresso depositando sulla scena: un paio di scarpe con il tacco, un copricapo con le sembianze di un orso e una corona. La fisicità dei loro corpi è messa in risalto dai costumi che indossano.

Inizia lo spettacolo. Ad uno ad uno i protagonisti, avanzano e si siedono sul palco, guardando la platea.  Pronunciano alcune parole con tono sommesso. Trascorrono alcuni minuti. I loro occhi  continuano a scrutare attentamente il pubblico, le luci in sala sono ancora accese. Attimi che sembrano interminabili e creano una sensazione “sospesa”, un sentimento misto di sottile imbarazzo e disagio.

È la musica a rompere il silenzio. I protagonisti della rappresentazione, iniziano a muoversi in una danza schematica. L’ incedere è lento e via via aumenta in crescendo fino a raggiungere un ritmo frenetico,  rendendo instabili i loro corpi che si accasciano.

Abitare la battaglia (Conseguenze del Macbeth): la femmina oggetto del desiderio tra seduzione e conquista.

Le sei figure maschili iniziano un corpo a corpo, una sorta di “danza conquistatoria” nei riguardi di quell’unica presenza femminile anche con esplicite movenze sessuali. Le scarpe con il tacco, indossate da un attore prima e dall’attrice poi, rappresentano un elemento di supremazia. La femmina è oggetto del desiderio, di seduzione, ne è consapevole. Sa di avere un potere, al punto che stuzzica, gioca a sedurre i predatori. La lotta entra nel vivo e perdura, fino a quando uno solo ottiene “il totale controllo”, vincendo la preda a discapito degli altri. Di tanto in tanto, gli attori pronunciano anche alcune parole, ma è la fisicità dei corpi più che altro ad esprimersi.

Dalla conquista alla celebrazione. Violenza, gioco di potere, dolore e delirio

La conquista dapprima diviene celebrazione, poi sfuma nella violenza. Il gioco di potere inverte i ruoli, genera il tradimento, l’umiliazione, il dolore. Cede alla sconfitta, al senso di noia, fino al delirio. Si percepisce quasi una palpabile sensazione di fastidio nell’aria – amplificata dai suoni e dalla musica, dai livelli sonori e dagli effetti “disturbanti”. Una fase che assume sfumature sempre più accese, spinte quasi al limite di “sopportazione”.

Un sentimento totalizzante che fa trattenere il fiato come in apnea sino al finale malinconico

Il sentimento di “apnea” tensiva, si scioglie nel finale della rappresentazione che giunge ad estreme conseguenze. Qui fa la sua comparsa anche una frase tratta dal soliloquio pronunciato da Macbeth: “Domani, e poi domani, e poi domani…
È la musica a sigillare il momento conclusivo, a far riaccendere le luci in sala, a destarci dall’affanno della lotta e a farci riemergere, attraverso il passaggio  del  dolcissimo e struggente brano Avec le temps.

Gli attori tornano a guardarci.
Il loro sguardo è aperto e sorridente, accolto dai meritati applausi.

Mentre mi incamminavo verso casa, mi è sorto spontaneo un pensiero: di ciò che ho visto avrò capito tutto? Del resto – riflettendoci poi – la vita stessa è forse qualcosa di estremamente comprensibile?
Ho trovato la risposta in queste righe:“La vita non è un’ombra che passa, la recita di un oscuro attore che si pavoneggia e si affanna sulla scena”; verità banale di per sé (chi non sa che si deve morire e che la vita è vana?)”
Questo spettacolo va a scavare tra i mali e le volontà interiori nascoste, indaga e porta alla luce quelle ombre che dimorano in ognuno di noi, che abitano – da sempre – la battaglia.

ABITARE LA BATTAGLIA (CONSEGUENZE DEL MACBETH) in scena al Teatro Menotti di Milano fino al 24 Marzo

La Fabbrica dell’AttoreTeatro Vascello Roma
Regia Pierpaolo Sepe con Federico Antonello, Marco Celli, Paolo Faroni, Noemi Francesca, Biagio Musella Vincenzo Paolicelli, Alessandro Ienzi drammaturga Elettra Capuano movimenti di scena Valia La Rocca, costumi Clelia Catalano luci Marco Ghidelli elementi di scena Cristina Gasparrini assistente scene Clelia Catalano

Teatro Menotti|PhotoCourtesy

Teatro Menotti|Informazioni e biglietti

Via Ciro Menotti 1 Milano – tel.02 36592544
Acquisti online con carta di credito sul sito

PREZZI
– Intero 30.00 € + 2.00 € prevendita
– Ridotto over 65/under 15
– 15.00 € + 1.50 € prevendita
ORARI BIGLIETTERIA
Dal lunedì al sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00
Domenica ore 14.30 | 16.30 solo nei giorni di spettacolo

ORARI SPETTACOLI
Martedì, giovedì e venerdì ore 20.30
Mercoledì e sabato ore 19.30 (eccetto le prime ore 20.30)
Domenica ore 16.30
Lunedì riposo

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