PRIME IMPRESSIONI DI SANREMO|2019

PRIME IMPRESSIONI DI SANREMO|2019 due giorni dopo.

«Senza allegria
Anche sui treni e gli aeroplani
O sopra un palco illuminato
Fare un inchino a quelli che ti son davanti
E son in tanti e ti battono le mani…»
(Lucio Dalla – Quale Allegria da Come è profondo il mare – 1977)

Sarà che amo andare spesso controcorrente ma…la serata di Sanremo di ieri mi è sembrata più noiosa della prima, mentre leggo che molti “addetti ai lavori” scrivono esattamente il contrario. Forse quello che arriva a casa è differente da quello che si respira in Casa Sanremo.
Ad ogni modo…ci sono alcune canzoni che mi sono piaciute subito anche se devo dire che per me… manca un po’ di allegria…

Temi impegnati anche interessanti come in Abbi cura di me cantato da Cristicchi e poeticamente struggente – o come in Argentovivo di Silvestri e Rancore che potrebbe meritare un premio della critica ad esempio – amori difficili, smarrimenti di rotta…Ad eccezione di Mi farò trovare pronto che ha cantato Nek – che riesce a “far danzare” le arie ispirate dal poeta argentino Borges – mi sembra che nel complesso i testi delle canzoni empaticamente puntino parecchio verso il basso, intendo come tono umorale dei contenuti di narrazione.

Ci sta – per carità – sono lo specchio delle situazioni che stiamo vivendo.
Mi è mancato però un Gabbani con Amen oppure Occidentali’s Karma – giusto per fare un esempio – oppure una canzone di Elio e le Storie Tese che squarciasse un po’ le nuvole – insomma un punto di colore vivace.
Quel motivo “scanzonato” – che non significa superficiale o banale – che canticchi mentre ti docci.

L’unica che finora mi è rimasta in testa è L’Ultimo ostacolo, cantata da Paola Turci.
Sarà che – a me – è piaciuta subito, anche se il testo non tratta di un tema “leggero”.

Arisa sembra essere l’unica che ha cavalcato l’onda più frivola con Mi sento bene – anche se la canzone in alcuni punti sa di “già sentito” – lei è simpatica e si vede che si diverte, anche se mi ha ricordato parecchio un mondo in stile “Ariel la Sirenetta”.

Gli Ex-Otago li salvo perché in passato ho ascoltato brani carini e mi sono simpatici. Confesso però che già dalla prima sera, mentre ascoltavo Solo una canzone ho pensato subito a Jovanotti…
Achille Lauro – non me ne vogliate – ma per me è no.
Non sono prevenuta, ci ho provato ad ascoltarlo ma niente…non credo sia un fattore di età, visto che ascolto di tutto e senza pregiudizi – cito ad esempio Ultimo che mi piace e ha 23 anni – è che al di là che per me il canto è altro e di altro genere, non mi riesce a piacere.
E poi lo trovo costruito, poco credibile…Mi appare come un Marilyn Manson nostrano ma di livello minore, che svestiti i panni “demoniaci” di scena, gira per casa con le ciabattine con gli orsetti.
Senza offesa, niente di personale è una critica al “personaggio” e non alla persona, dato che lui non lo conosco e mai mi permetterei.

Da aggiungere anche che – tranne gli Ex-Otago e i Negrita giusto per citare un paio di gruppi – non si vedono artisti sul palco che si accompagnano con uno strumento…se non ci fosse la splendida orchestra, sarebbe quasi la copia – meno bella anche se senza playback – di un Sanremo anni’80.

Nelle edizioni passate c’era la distinzione tra Big e nuove proposte. Ben venga che sia stata accorpata in un’unica categoria, anche perché sinceramente di nomi davvero nuovi non ce ne sono quest’anno. Le nuove proposte vengono dai talent, quindi potenzialmente già noti al pubblico. O mi sbaglio?

Tra i conduttori a parte Claudio Baglioni che è Baglioni, artista che ha scritto delle gran belle canzoni – e di cui apprezzo lo spirito “rilassato” con cui conduce la kermesse, anche se è uguale allo scorso anno quindi nemmeno più una novità – salvo Claudio Bisio. L’unico che riesce a strapparmi qualche risata genuina.
Virginia Raffaele mi piace quando fa le imitazioni ed è molto brava e non voglio dire che in questa veste sia stonata, tutt’altro, ma la trovo limitata nel ruolo.

Mi sono spinta un po’ in la, rispetto ai miei standard muovendo qualche “critica” sempre e come è mia abitudine, con rispetto. Qui mi fermo. Sugli ospiti e sulle battute finali, mi riservo di tornarci a gara conclusa. Queste sono le mie prime impressioni sincere di Sanremo 2019.
Stasera siamo alla terza serata di cinque. Vediamo che accade.
E voi cosa ne pensate?

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