LUIGI TENCO|MICHELE PIACENTINI|LIBRO

LUIGI TENCO| Libro scritto da MICHELE PIACENTINI. Un percorso che parte “ dalla fine”, ovvero da una data simbolo: 27 gennaio 1967. La notte durante la quale – scrive l’autore – “Il mondo conosce un altro Luigi Tenco”.

LUIGI TENCO. Sulla sua storia artistica e non, sono stati scritti diversi libri, tra cui questo – a cura di MICHELE PIACENTINI – da anni portavoce della famiglia TENCO.

L’ho letto, quasi tutto d’un fiato.
Una narrazione tra la biografia e il reportage, che vuole ricostruire e, soprattutto, contestualizzare le vicende della vita del cantautore.

Io sono uno che parla poco, questo è vero, ma nel mondo c’è già tanta gente che parla, parla…”

Questa frase, riportata in quarta di copertina del libro LUIGI TENCO” di MICHELE PIACENTINI|IMPRIMATUR, è stata pronunciata da uno dei cantautori più noti e “chiacchierati” del nostro panorama italiano.
Nato nel primo giorno di primavera, il 21 marzo 1938 e trovato privo di vita, nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967 in un hotel di Sanremo – a poche ore dall’esclusione del brano CIAO AMORE CIAO – portato in gara, sul palco dell’Ariston, in coppia con DALIDA

Di questo tragico epilogo, se ne sono sentite dire tante e molte parole sono state scritte.
Una fra tutte, la peggiore: “suicidio” ha liquidato il caso, seppur con tanti, troppi misteri ancora rimasti irrisolti.

La narrazione inizia con un viaggio a ritroso nel tempo. Siamo sulle colline del Monferrato e più precisamente, a Cassine in provincia di Alessandria, luogo che ha dato i natali al cantautore. Un dipinto dai vivi e caldi colori della terra, e dalle prime “pennellate” iniziano a delinearsi chiare sfumature del periodo di formazione.
Sui banchi di scuola LUIGI TENCO mostra già un’indole da osservatore attento e un carattere gioviale.
La passione per la musica cresce e si concretizza in età adolescenziale, complice il trasferimento con la famiglia in Liguria e le frequentazioni con quei ragazzi che diverranno, in seguito, personaggi affermati nel mondo della musica. Bruno Lauzi compagno di banco e di “avventure” giovanili, Umberto Bindi, Gian Piero Reverberi e il fratello Gian Franco, Gino Paoli e Fabrizio De André.
Una manciata di nomi che nomino, come esempio, tra i tanti citati nel libro.

Luigi Tenco è stato anche attore prima ancora che cantante e autore dei grandi successi che arrivano tra il 1963 e il 1964.
Nel 1967 la sua partecipazione al Festival di Sanremo e il tragico epilogo.

Nel libro a lui dedicato e scritto da Michele Piacentini, si narra di tutto questo.

Circostanze fumose, racconti, teorie e tesi contraddittorie, indagini svolte con superficialità, che dopo cinquant’anni gettano ancora ombre e dubbi e non permettono alla verità di emergere. Resta evidente che l’unico che potrebbe raccontare cosa successe esattamente, è il protagonista dell’amara storia, vera tanto quanto la sua persona.

Di Luigi Tenco che ho potuto conoscere solo con l’ascolto delle sue meravigliose canzoni, si delinea il ritratto di un uomo timido e passionale, malinconico e introspettivo ma concreto.
Riservato, generoso e altruista, che amava la vita.
Più che depresso, forse deluso o “disilluso”. Incapace di accettare i compromessi delle logiche di un mondo che non è mai stato limpido e facile sotto vari aspetti.
Visto con gli occhi nell’epoca in cui vivo, mi sento solo di comprenderlo.

Molte sono le emozioni che mi sono rimaste, al termine della lettura e lo voglio consigliare a tutti coloro che amano andare “oltre le apparenze” e sono affamati di sapere, scevro da giudizi.

Mi sono innamorato di te”. Con questa canzone, fin da bambina, Luigi Tenco ha fatto innamorare anche me, con la sua poetica voce e indubbia bellezza.

Dove sta la verità non lo so, ma mi sono fatta una mia personale idea che tengo per me.
Vedrai, vedrai/vedrai che cambierà/forse non sarà domani/ma un bel giorno cambierà.”

Scritto per il sito di Musica Intorno – pubblicato online nel marzo 2017


Info e riferimenti web autore e casa editrice

Michele Piacentini – Luigi Tenco – Imprimatur


Approfondimenti:
Ho anche scritto di DALIDA nel seguente articolo

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