Antonio Righetti: SCHIAVONI BLUES
UN Viaggio “alla ricerca del tempo perduto”…

Antonio Rigo Righetti
Antonio Righetti

Antonio Righetti racconta in Schiavoni Blues, le atmosfere, i colori e le sensazioni di “lunghi pomeriggi degli anni ‘70 passati ad inventarsi un mondo parallelo”.

Schiavoni è il nome del bar, di proprietà del padre Guido, sito in una centralissima via di Modena.
Sullo sfondo di questo scenario, scorrono immagini di albe che sanno di caffè e cappuccini, accompagnate dal rumore della vita del Mercato coperto. Si incontrano personaggi con soprannomi buffi e quasi mitologici, persone realmente esistite.

É un viaggio a ritroso e per dirla alla maniera di Proust “Alla ricerca del tempo perduto” che celebra un’epoca in cui le pagine della vita, ti allenavi a conservarle nella memoria, anziché come è d’uso oggi, catturarle e proiettarle in tempo reale, attraverso gli schermi dei moderni mezzi di comunicazione.

I social erano più che reali. Luoghi di aggregazione come i bar di provincia, nei quali si trascorrevano giornate in cui anche la noia e forse è il caso di dire, soprattutto quella, aiutava a costruire le avventure più fantasiose e visionarie.

Tempo fa, proprio mentre mi trovavo in un bar milanese dove sono solita fermarmi per bere un caffè, ho alzato lo sguardo e i miei occhi hanno incontrato una targhetta con queste parole: “BEVICI SU. Il bar non porta i ricordi. Sono i ricordi che ti portano al bar”.

Per me che provengo dalla generazione di quelli nati nel ‘70 e che in parte ho avuto la fortuna di vivere anche per qualche tempo, in un paese di campagna di cinquecento anime, il bar ha rappresentato spesso un posto che faceva da sfondo a diverse storie e incontri. Un luogo dove entravo non solo per acquistare frettolosamente un ghiacciolo al limone o un cornetto di panna, ma anche dove incontravo qualcuno e inevitabilmente, venivo a conoscenza delle notizie “fresche di giornata”.

Ricordi e persone che sono rimaste vive in una parte della mia memoria, che hanno saputo conquistarsi un posto speciale. I racconti, gli ammonimenti e le sgridate di quelli “più grandi” che hanno contribuito a formare l’ossatura caratteriale di chi ha avuto la fortuna di viverle sulla propria pelle. Anche lo stesso barista era una figura cruciale, un punto di riferimento.

Proprio come rievocano gli appunti di Guido Righetti (papà di Antonio e titolare del bar) nel capitolo L’arte di non farsi dimenticare: “Erano bei tempi, bella gente che riconosceva e valorizzava il tuo lavoro e il tuo sacrificio. Il mio ruolo era quello di amico e, a volte, confessore”.

Leggendo Schiavoni Blues, mi è sembrato di entrare davvero in un mondo parallelo attraverso una porta “magica” e rivivere molte sensazioni. Una lettura ricca di consapevolezza nostalgica, a tratti melancolica. Che non significa triste, anzi. Andare a rovistare tra le pieghe del passato, è utile e spesso, serve a proiettarsi nel presente con uno slancio maggiore.

Antonio Righetti
Antonio Righetti

Schiavoni Blues non riporta solo delle vicende avvenute al bar e dei suoi avventori. Ci sono anche diversi flashback, su episodi di vita personale e formativa che Antonio Righetti, il 16 settembre 2012, ha iniziato a “tagliare e cucire” per decidere di affidarli alla stesura di questo libro, che vi invito a scoprire!

Schiavoni Blues rappresenta anche una sorta di “testimone” passato da padre in figlio. Prima da Guido ad Antonio e oggi ad Angelo (figlio di Antonio). Mi ha fatto pensare a quanto sia importante tramandare certe esperienze ai più giovani che non hanno avuto la fortuna di poterle fare direttamente.

Chissà che non risvegli se non un sentimento nostalgico, una curiosità viva che porti a riscoprirne qualcuna.

Schiavoni Blues edizioni Artestampa
Schiavoni Blues edizioni Artestampa

Schiavoni Blues è una lettura che personalmente ho fatto tutta d’un fiato.

Un libro piacevole, appassionante, visivo, carezzevole, profondo…basilare…proprio come è il blues.

…e la storia continua…

Antonio "Rigo" Righetti
Antonio “Rigo” Righetti

Antonio Righetti con l’alias “Rigo” è un musicista, bassista italiano. Membro dei Rocking Chairs dal 1986 al 1991, gruppo con cui ha inciso quattro album. Ha collaborato tra gli altri con The Gang, Marco Conidi, Edoardo Bennato. Al pubblico è nota la sua storica appartenenza alla “Banda” di Luciano Ligabue e assieme a Robby Pellati e Mel Previte, da anni, porta sui palchi di diversi locali, il progetto Mel Previte & The Gangsters Of Love.

Dal 2005, inoltre, ha iniziato una produzione come solista…ho parlato di lui in un precedente articolo pubblicato Lo Specchio nel 2016, in occasione della pubblicazione di Water Hole e dei 30 anni dei Gangsters of Love.

Il suo nuovo cd si chiama Cash Machine ed è uscito nel novembre del 2017.
Contiene 8 brani registrati negli studi di Ebbw Vale in Galles e di questo, sarà proprio Rigo a raccontarci presto qualcosa…

Restate collegati! 🤙✌️

Riferimenti web:
Antonio Righetti pagina ufficiale facebook 
Edizioni Artestampa pagina facebook

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