Ph: Francesca Pasquinucci - Imaginarium Studio

NICOLA BARGHI: FARE E CREARE…MUSICA!

Nicola Barghi è un amico di lunga data de Lo Specchio. Lo abbiamo infatti ospitato nel 2010 quando abbiamo parlato di lui e di Sunny Day il suo quarto album dalle sonorità brit-pop.
PENSATE CHE ha ricevuto apprezzamenti dallo staff dell’MPL di Sir Paul McCartney E…

Nel 2011 ha firmato un contratto con Believe Digital per la distribuzione di tutti i suoi album su oltre 400 store digitali nel mondo. Nel 2012 ha seguito, come road manager, Tao Love Bus nel suo primo tour europeo del quale è stato realizzato un film/documentario uscito nel 2015.

Nel 2013 ha aperto l’Elfland Studio, studio di registrazione nelle colline della provincia di Pisa, dove produce band e realizza sonorizzazioni, musiche, colonne sonore per film/documentari e per pubblicità…Nel 2014 ha pubblicato Elettroshock.

I suoi videoclips Time Of Vår (2005) e Senza di Lei (2010) sono stati selezionati al Mestre Film Fest e al Terre Des Hommes, il videoclip Don’t Take It Bad (singolo di Elettroshock) è uscito in anteprima esclusiva su CNLive! e Vanity Fair, in finale al Procida Film Fest (NA) allo Shortini Film Fest (SR), al Premio Roma Videoclip, e ha raggiunto 5mila visualizzazioni sul canale Youtube in 2 settimane. Dai suoi brani sono stati estratti jingles anche per Radio Deejay.

Nicola Barghi Ph: Ernesto Notarantonio
Ph: Ernesto Notarantonio

Possiamo dire più che Benvenuto, Bentornato sulle pagine de Lo Specchio!
In questi 7 anni trascorsi, come abbiamo brevemente accennato, sono cambiate diverse cose. Si sta occupando di produzione di progetti di giovani talenti che sono poi usciti per la sua etichetta Beng! Dischi tra cui, per citarne un paio: gli Acustica di cui abbiamo scritto nello scorso settembre, in occasione del loro primo album Sul Fondo e… Fix delle All Broken 29  band di giovani e grintose ragazze che sono state recentemente, nostre gradite ospiti

Abbiamo un paio di notizie fresche fresche che lo riguardano ma, prima di svelarle, scopriamo qualche curiosità in più riguardante il suo lavoro e le chiediamo, ovviamente a lui.

Ciao Nicola, partiamo dalla tua veste di produttore, ci racconti qualcosa?
Più che produttore mi definirei un aggiustatore. Sono in primo luogo un cantautore, ho sempre visto la figura del produttore come uno che sì, ti aiuta e ti permette di realizzare un album nella giusta maniera, ma anche come uno che potrebbe stravolgere il tuo suono a suo gusto, forse anche in meglio, ma spersonalizzandoti un po’, in alcuni casi un bel po’. Io cerco di non stravolgere la personalità della band, ma l’aiuto a correggere meglio il tiro e ad arrangiare alcune canzoni. Alcune band arrivano già abbastanza pronte, altre invece devono lavorare un po’ di più.

Questa seconda domanda forse è un po’ scontata e a volte “scomoda”… dei Talent Show cosa ne pensi?

Nicola Barghi - Ph: Francesco Notarantonio
Ph: Ernesto Notarantonio

Una band o un Artista deve farsi le proprie esperienze e le proprie ferite. I talent bruciano queste tappe, la maggior parte dei concorrenti che salgono sul palco davanti a milioni di persone hanno alle spalle poca esperienza ma vedono il talent come una scorciatoia quando in realtà è solo show, business, e quest’ultimo non per loro. Anch’io tentai di entrare ad uno dei primi X-Factor ma non andai oltre il primo provino, sinceramente ero ridicolo e non era il mio posto… ed è per questo che ovviamente ne parlo male 🙂.

L’attuale scenario mostra una realtà musicale abbastanza “satura”, in cui spesso regna un po’ di caos… Se ti venisse chiesto di esprimere un desiderio o dare un suggerimento, cosa ti augureresti che accadesse domani?

Ph: Francesca Pasquinucci - Imaginarium Studio
Ph: Francesca Pasquinucci – Imaginarium Studio

Mi piacerebbe che si tornasse ad ascoltare la musica dal vivo di band e artisti che fanno musica propria, che i musicisti stessi andassero di più ad ascoltare altre band invece dei tribute o cover band, vorrei che ci fosse più cooperazione tra musicisti e tra locali, che non si facessero la guerra per pochi spiccioli. Vorrei anche un paese che pensasse veramente a favorire la musica in Italia e non a gambizzarla.

(Io da profana e per doveroso rispetto, non mi pronuncio anche se ammetto che sono parecchio d’accordo con queste affermazioni 😉 )

Oltre ai progetti di cui ti occupi, nell’attuale panorama musicale ci sono artisti italiani e/o stranieri che ascolti e segui con maggiore attenzione?

I Pomplamoose, un duo americano di visionari, me li consigliò un amico e appena vidi un loro video su youtube me ne sono innamorato. Da pochi giorni invece ho scoperto Father John, anche lui americano (è venuto a suonare in Italia poco tempo fa). Mi rendo conto però (e credo sia un problema mio) che ci sono poche band che mi folgorano, per esempio quando ascoltai per la prima volta i Franz Ferdinand ricevetti proprio un colpo dritto al petto.

(Non li conosco, lo ammetto, e già a partire dal nome, il duo americano Pomplamoose suona interessante …se poi ci aggiungi…visionari…  devo assolutamente approfondire!)

Se non avessi fatto il musicista e il produttore musicale, cosa ti sarebbe piaciuto fare?

Penso avrei scelto un lavoro che mi permettesse comunque di dare spazio alla creatività.

Oltre a tutte le attività che segui e di cui ti occupi, cosa ami fare nel tempo libero?

Sinceramente mi è difficile definire quando inizia il “tempo libero”, però direi “le cose che amano fare tutti”. Quelle cose semplici che sono alla base dell’essere, che ti ricaricano. Il “banale” leggere un libro, il “semplice” passeggiare, vedere un film con la mia compagna, giocare con suo figlio, uscire con gli amici, ma soprattutto, quando è davvero possibile, amo pazzamente non fare niente, ma proprio niente.

E, finalmente…Veniamo alla prima delle due interessanti novità che ti riguardano. Da anni ti stai dedicando anche alla composizione di musiche per pubblicità di importanti marchi italiani. Nel periodo natalizio, ad esempio, gira il nuovo spot di Ariete…

Si, da alcuni anni collaboro con l’agenzia di comunicazione Cineseries di Firenze ed ho avuto la possibilità di scrivere le musiche per alcuni marchi italiani importanti tra i quali Ariete Elettrodomestici che a breve sarà sulle principali emittenti televisive con un nuovo spot per il quale anche qui ho scritto la musica e curato la sonorizzazione.

 

Collaboro con la casa editrice Varda HB (Svezia) per la quale ho scritto le musiche per due film che raccontano la vita dei Sami, i nativi svedesi. Mi sono occupato anche di scrivere il sound branding (il jingle aziendale) e curare la realizzazione dell’animazione del logo della ConfCommercio di Pisa. Quest’ultimo è un progetto che mi piacerebbe sviluppare anche con altre aziende. È sempre molto stimolante cercare di cucire la musica giusta ad un film o ad uno spot di 30 secondi.

La seconda novità è quella relativa al nuovo album al quale stai lavorando, previsto per il 2018. Ci anticipi qualcosa?

Nicola Barghi - Ph: Ernesto Notarantonio
Ph: Ernesto Notarantonio

Questa è una notizia che rende felice anche me. Dopo quasi quattro anni da “Elettroshock” avevo voglia di fare qualcosa di nuovo e di fresco. In questo caso però per me è stato un po’ come una “prima volta” perché le canzoni sono nate in sala prove e poi una volta completate siamo entrati in studio per registrarle. I brani li ho scritti insieme ai Blue Parrot Fishes, giovane band che ha vinto diversi contest in Italia e che ho conosciuto quando sono venuti a registrare il loro primo EP nel mio studio. È un album in lingua inglese in bilico tra tradizione e sperimentazione, grintoso ma con dolcezza.

 

 

Sounds Good…per concludere, anche per te la consueta domanda “di rito”… Lo Specchio cosa ti evoca?

Lo specchio è come una lente d’ingrandimento che mette a nudo i difetti ed i pregi di chi lo legge, ma penso anche di chi lo fa.

Molto bene…ringrazio Nicola per la consueta disponibilità e rinnovo l’invito a tornarci a trovare quando il suo nuovo album vedrà la luce.
Alla prossima!

Photocourtesy
Francesca Pasquinucci – Imaginarium Studio
Ernesto Notarantonio

Riferimenti web

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