Ph: Laila Pozzo

Talkin’ Guccini: di amore, di morte e altre sciocchezze al Menotti fino al 28 maggio

Ph: Laila Pozzo
Ph: Laila Pozzo

Un racconto teatrale. Musica e parole si incontrano in questo¬†talking blues (un blues parlato). Un viaggio nel poetico mondo¬†delle opere di uno dei cantautori fra i pi√Ļ famosi e importanti¬†nel panorama italiano: Francesco Guccini.

Lucia Vasini¬†¬†(Serafina),¬†Andrea Mir√≤¬†(Nina¬†La Matta)¬†¬†Il Frate Fabio Zulli¬†e il musicista sognatore Vacca d’un cane¬†Enrico Ballardini¬†sono i personaggi protagonisti sulla scena. ¬†Ad accompagnarli il compositore¬†Alessandro Nidi¬†al pianoforte che ha curato la direzione musicale e ¬†Juan Carlos “Flaco” Biondini alla voce e chitarra, amico e presenza storica¬†nei concerti del cantautore emiliano. Collaboratore anche di diversi altri artisti italiani come Paolo Conte, Claudio Lolli, Vinicio Capossela, Sergio Endrigo e Roberto Vecchioni giusto per citarne alcuni.

Andrea Mirò e Lucia Vasini Ph, Laila Pozzo
Andrea Mirò e Lucia Vasini Ph, Laila Pozzo

Talkin’ Guccini¬†√®¬†un invito alla condivisione. Lo¬†sfondo scenico in cui si muovono¬†i suoi protagonisti, √® quello¬†dell’osteria dove l’amabile e divertente¬†Serafina –¬†ruolo straordinariamente interpretato da¬†Lucia Vasini –¬†prepara la “minestra dei fagioli” di cui quasi ti sembra di sentirne il profumo.¬†¬†Fra la via Emilia e il West, tra musica e racconti. Come quello dello zio che part√¨ per l’America per cercare fortuna “l’America era Atlantide, l’America era il cuore, era il destino; l’America era Life, sorrisi e denti bianchi su patinata; l’America era il mondo sognante e misterioso di Paperino” (cit.da Amerigo). ¬†Ma c’√® spazio anche per i ricordi nostalgici, che fanno sorridere, come la figura del Peppone, quello del¬†negozio della frutta, dove si andava a comprare anche il Corrierino dei Piccoli.

Seduta ad uno¬†dei tavoli con le¬†tovaglie a quadri bianchi e rossi, puoi trovare¬†Nina “la matta”,¬†interpretata da¬†Andrea Mir√≤.¬†Lei √® la donna romantica, stravagante e a tratti naif, che colleziona gli oggetti smarriti che – sostiene – ¬†hanno una storia da raccontare. Emozionante e incantevole, come la versione de Il Vecchio e il bambino che tra le altre interpreta durante lo spettacolo. Il Frate¬†Fabio Zulli,¬†invece,¬†ha molto a cuore¬†le donne e il vino. “Appoggiato sulle braccia, dietro al vetro d’ un bicchiere, alza appena un po’ la faccia e domanda ancora da bere. ” Coinvolgente la versione de¬†L’Ubriaco che ci regala la sua voce. E altrettanto interessante e particolare √® L’Avvelenata¬†interpretata quasi come un rap, dalla voce di¬†Enrico Ballardini nei panni del musicista sognatore Vacca d’un cane.

Talkin’ Guccini √® una macchina del tempo. La collocazione temporale, porta una data simbolo: 1 agosto 1980, alla vigilia della devastante strage alla stazione di Bologna. Una tra le pagine pi√Ļ tristi della nostra storia italiana di quegli anni. Ma non si narra¬†solo di questo. Si compie un autentico tuffo in ¬ęquel mondo che non c’√® pi√Ļ, e che non si ritrover√†¬Ľ come scrive Francesco Guccini nelle¬†Cr√≤niche epaf√°niche, il suo primo romanzo autobiografico del 1989.

Un’epoca¬†in cui¬†era viva e vitale la¬†voglia di stare insieme. Bastava qualche bicchiere di vino, le chiacchiere di una compagnia affiatata, racconti e ricordi conditi di allegria e malinconia. Una chitarra, qualche canzone e il fascinoso suono del dialetto emiliano donavano¬†una sfumatura di colore caldo, anche alle sere pi√Ļ grigie e fredde e alleggerivano il peso del tempo che porta via le persone e cambia ogni cosa. ¬†Proprio come accadeva in quelle osterie bolognesi, in citt√† o fuori porta, che il cantautore di P√†vana¬†ha ben descritto nelle sue opere.

Brani scherzosi, tirate piuttosto serie, atti di accusa e ballate malinconiche…“. Un crescendo di sensazioni varie e diverse sfumature¬†ricche di pathos, come durante il brano¬†Dio √® morto, momento in cui mi si¬†sono velati gli occhi di qualche lacrima di commozione.¬†E che dire del finale?…A voi il piacere¬†della scoperta.

Una delle caratteristiche che rendono unico il teatro, risiede nella mancanza del filtro della distanza. Attori e pubblico sono talmente vicini, che si possono sentire chiaramente tutte le vibrazioni.

Victor Hugo scrisse: ¬†“Il teatro non √® il paese della realt√† : ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma √® il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco.”

Talkin’ Guccini √® un nostalgico, poetico e affascinante viaggio tra musica e parole. Uno spettacolo da vedere, rivedere e consigliare.

Talking Guccini: di amore, di morte e altre sciocchezze è una produzione di Tieffe Teatro Menotti con il sostegno di Regione Lombardia РProgetto NEXT 2015 inserito nel progetto Area M. Regia e drammaturgia dello spettacolo sono di Emilio Russo. Lo spettacolo che torna sulla scena, dopo il grande successo della scorsa stagione, è in cartellone al Teatro Menotti di Milano fino al 28 maggio 2017.

Photocourtesy:
Laila Pozzo

Per informazioni e acquisto biglietti:
Tieffe Teatro Milano

MusicArt Blogger, web content editor, comunicazione e promozione.

Annalisa Belluco

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