ph: Roberta Krasnig

BELLISSIME.Voci di donne.Racconti di canzoni con Syria

La sera del 28 ci congeda dal mese di febbraio con l’ultimo spettacolo della rassegna Talkin’Menotti: festival di narrazione e contaminazione al Teatro Menotti di Milano. Una degna conclusione in bellezza o meglio in “Bellissime: voci di donne. Racconti di canzoni” rappresentazione di teatro-canzone, che vede protagonista Syria.

ph: Roberta Krasnig
ph: Roberta Krasnig

Cecilia Syria Cipressi o come la conosciamo tutti, semplicemente Syria. Ha iniziato la sua carriera  vincendo “Sanremo Giovani” nel 1995, con una cover di Loredana Bertè: Sei Bellissima. Questa stupenda canzone, è presente nella scaletta dello spettacolo dal titolo: Bellissime. Voci di donne. Racconti di canzoni che è andato in scena al Teatro Menotti di Milano la sera del 28 febbraio.  Un progetto, nato da un’idea di Luca De Gennaro e Syria che è accompagnata alle chitarre da Tony Canto e Massimo Germini, con testi scritti da Bruno Pasini.

Syria fa il suo ingresso sulla scena, indossando un abito lungo e bianco, che richiama la purezza ed evoca, idealmente, la figura di una “dama d’altri tempi”. Tra le mani, stringe delicatamente una rosa. Non è più la ragazzina che abbiamo conosciuto, ma una bella donna che ha compiuto “40 anni e 3 giorni”, tiene a precisare. Il viaggio musicale di questa sera, narra di dame, di donne, di sentimenti. Il repertorio delle canzoni, è vario e appartiene alle voci femminili, che hanno lasciato un segno nella musica fino agli anni 80.

Non sono canzoni del mio tempo: alcune erano nella memoria, certo, ma molte le ho conosciute negli ultimi anni, frugando nel repertorio di queste donne straordinarie che hanno “preparato” la mia generazione. Ciascuna di queste “bellissime” a modo suo ha lasciato un segno, ha mostrato una nuova sfaccettatura del mondo femminile.” Ecco cosa afferma riguardo alla scelta di voler interpretare le canzoni  di: Dalida, Patty Pravo, Loretta Goggi, Rita Pavone, Nada, Antonella Ruggiero, Anna Oxa, le sorelle Bertè, Mina, Ornella Vanoni e Gabriella Ferri.

Precisa e sottolinea, l’intenzione di voler celebrare questo universo in rosa, senza la necessità di volersi sostituire o mettersi in alcun modo, in una forma di competizione che, sarebbe oltremodo impossibile e inutile.

Con il Walzer della Toppa dell’artista romana Gabriella Ferri, inizia la serata musicale. Roma, città che l’ha vista nascere nel 1977, è presente dall’inizio alla fine. La sua voce è sempre stata particolare, ricca, piena, vibrante. Il tempo a mio avviso l’ha anche maturata e arricchita, donandole una maggiore morbidezza e dolcezza, da mamma amorevole quale del resto è. In sala, infatti, con il marito Pier Paolo Peroni, ci sono i loro due figli: Alice e il piccolo e adorabile Romeo che durante lo spettacolo, le urla orgoglioso: “Mamma, ti amo tanto“.
Ed è proprio a loro che lei dedica la bellissima Quando nasce un amore di Anna Oxa. Un susseguirsi di emozioni diverse, variegate. Dalla vivacità de Il ballo del mattone di Rita Pavone, alla saudade di Samba in preludio di Ornella Vanoni. L’amarezza di Sonhos (Sogno in italiano, adattamento di Cristiano Malgioglio dell’orginale di Peninha)  e di Un anno d’amore di Mina,  si alternano con la leggerezza colorata della stupenda Maledetta Primavera di Loretta Goggi.

E ancora: la poetica e struggente La Nevicata del 56 di Mia Martini, lascia il passo all’Amore disperato di Nada. Non mancano figure femminili più raffinate, eleganti e retrò come quella di Dalida di Quelli erano giorni fino alle arie deliziose di Vacanze Romane di Antonella Ruggiero e i Matia Bazar. A chiudere, oltre alla divertentissima Eulalia Torricelli da Forlì di Gabriella Ferri, cantata con l’ausilio del pubblico, giunge quasi sul finale una sorpresa inaspettata. Ad assistere allo spettacolo, c’è anche l’amica Paola Turci che Syria invita a salire sul palco per eseguire a due voci Volo Così. E stasera, davvero posso affermare di aver volato alto, circondata da un anello di buone vibrazioni. Ovviamente, c’è spazio anche per un bis, durante il quale Syria canta una delle canzoni del suo repertorio.

Lo so, ho tolto il velo al contenuto dello spettacolo, anche se non completamente in realtà. Era impossibile, del resto, raccontarne senza citare qualche titolo e nome. E poi, le emozioni sono autentiche solo nel momento in cui si vivono con la presenza, perché le sfumature che ognuno può cogliere da un brano, sono sempre diverse a seconda delle corde che la musica, riesce e sa toccare.

Mancano 7 giorni alla “festa della donna”. Io, in un certo senso, ho anticipato i festeggiamenti. Complici la musica, la suggestione e la bellezza delle bellissime, portate in scena da un’emozionante Syria.

Il Teatro Menotti, terminato il ciclo della rassegna di Talkin’ Menotti, ovviamente non si ferma, ma è pronto a presentarci Contemporanea. Percorsi, spettacoli diversi  e particolari che, si preannunciano, interessanti.

Photocourtesy:
Roberta Krasnig

Informazioni:
Tieffe Teatro Milano

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