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LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO conquista il pubblico del Teatro Menotti

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Nella foto Anna Foglietta Photo courtesy: Ombretta De Martini

Si va in manicomio per imparare a morire”. Uno degli aforismi tra i più noti, della “poetessa dei navigli” Alda Merini innamorata della vita e dell’amore. La sua figura sensibile, fragile, nostalgica e ricca di straziante umanità, rivive nella piece teatrale LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO in prima nazionale al Teatro Menotti di Milano dal 24 al 29 gennaio.

Il testo de LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO porta la firma dello scrittore e giornalista catanese Claudio Fava e racconta la commuovente storia d’amore tra Alda Merini e un giovane paziente (interpretato da Liborio Natali) conosciuto nell’ospedale psichiatrico in cui, la poetessa milanese, fu costretta al ricovero all’età di 36 anni. Un componimento che è anche un manifesto di denuncia civile, nei confronti di chi, prima dell’entrata in vigore della Legge Basaglia, fu costretto a subire i trattamenti di quel girone infernale.

Lo spettacolo che ha debuttato il 17 e 18 novembre 2015 al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, reduce da una tournèe di successo, coprodotto dal Teatro Stabile di Catania e Teatro Stabile dell’Umbria,  porta la firma alla regia di Alessandro Gassmann.  Sua è anche l’ideazione  scenica, particolare e suggestiva, realizzata in collaborazione con Alessandro Chiti.

La pazza della porta accanto
Photo courtesy: Ombretta De Martini

Il ruolo protagonista che incarna la figura di Alda Merini , è affidato all’attrice Anna Foglietta accompagnata in scena da un cast che annovera Angelo Tosto, Alessandra Costanzo, Sabrina Knaflitz, Liborio Natali, Olga Rossi, Cecilia Di Giuli, Stefania Ugomari Di Blas, Giorgia Boscarino, Gaia Lo Vecchio.

La colonna sonora è composta dalle musiche originali di Pivio e Aldo De Scalzi e, piacevole sorpresa, (per me) trovare anche Close To Me, brano dei The Cure.

Nell’atto unico, si alternano momenti di pathos a dialoghi dai toni alti, urlati, in alcuni momenti quasi “disturbanti”.  In fondo è anche in questo che lo spettacolo cerca di arrivare al pubblico. Restituire, seppur in parte, le sensazioni di un dramma autentico di vita, vissuto dalla protagonista della storia, senza ovviamente tralasciare la figura poetica. La bravissima attrice Anna Foglietta nei panni di Alda Merini è davvero credibile. Emoziona, commuove e con grande professionalità e naturalezza conquista. Favoloso anche il cast di personaggi, con cui divide il palco. Il gradimento è dimostrato da lunghi e ripetuti applausi, alla fine dello spettacolo.

Fotografie per la stampa La Pazza della porta accanto. Ombretta De Martini @2015
Photocourtesy: Ombretta De Martini

Un pubblico, quello della prima milanese del 24 gennaio, che ha seguito con attenzione l’avvicendarsi dei protagonisti in scena. Una bella pagina di teatro, senz’altro. La bellezza di questa forma d’arte tanto antica quanto affascinante, risiede soprattutto nella sua capacità di riuscire a portare, ogni singola persona, all’interno di un mondo.

La sensibilità della drammaturgia de LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO, personalmente ci è riuscita e mi ha conquistata. Chissà se come me, ne uscirete innamorati: dell’animo poetico e speciale di Alda Merini, se già non lo siete e di questa narrazione, che ispirandosi al titolo di un’opera dell’indimenticabile poetessa dei navigli, le rende un delicato e doveroso omaggio.

LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO è in cartellone al Teatro Menotti di Milano fino al 29 gennaio

Photocourtesy:

Ombretta De Martini

Informazioni:
Tieffe Teatro Milano

 

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