Il Santo (cover cd Magarìa) ph: Alessandro Tumminello
ph: Alessandro Tumminello

Era giugno, era estate. Sul mio tavolo, in cima ad una pila di libri, appunti, testi da scrivere, foto e voglia di vacanze, c’era un album da ascoltare. Un nuovo “viaggio sonoro”, come sono solita chiamare ogni progetto che mi raggiunge e attraversa il mio Specchio. Sto parlando di Magarìa, “la valigia magica di Roberto Santoro (Il Santo)“.
La bellezza e la forza, di ogni lavoro, risiede anche nella curiosità di andare alla scoperta, di chi lo ha realizzato.
E così, ho pensato di farvi conoscere meglio l’artista, attraverso le sue parole in questa intervista…buona lettura!

Ciao Roberto, ben ritrovato. Ci siamo conosciuti agli inizi di giugno con la recensione del tuo album Magarìa. Iniziava l’estate ed eri in partenza per la Costa Rica. Ci ritroviamo in autunno…come è andata?

 

Ph: Alessandro Tumminello
Ph: Alessandro Tumminello

Mi verrebbe da dire che nonostante sia arrivato l’autunno, tempo di raccolta, io sto ancora seminando. E va bene così. Ho impiegato tanto tempo e risorse per concepire e realizzare Magarìa che adesso è troppo presto per trarre le conclusioni. Questo interesse internazionale che sta crescendo è molto stimolante.

 

Pura Vida è tra i brani contenuti in Magarìa, il tuo quarto album. Una canzone che celebra la bellezza di un paese considerato tra i più “felici del mondo”. Come sei arrivato fino a lì?

Apparentemente per caso. Poi nulla accade per caso. E da un viaggio nascono nuove possibilità. L’uomo non nasce sedentario, ma nomade. A seconda delle risorse o dei desideri. La mia storia personale poi è quella di una persona sradicata, che ogni volta si innamora di un luogo, di un contesto.

ph: Alessandro Tumminello
ph: Alessandro Tumminello

La scelta del tuo nome d’arte Il Santo, nasce semplicemente dall’abbreviazione del tuo cognome? Ci parli un po’ di lui e del suo percorso?

Tutte e due le cose. Sin da ragazzo in molti mi chiamavano così. Finalmente con questo disco, che per me rappresenta la messa a fuoco artistica e non solo, ho deciso di intitolarmi così. È emblematico ed è anche una sigla che indica perfettamente la mia direzione. Fra l’altro è anche il fulcro del significato del mio cognome Sancta Sanctorum da cui Il Santo dei Santi, la parte più sacra del tempio. Santoro viene dal sud Italia, di conseguenza è diffuso in tutto il mondo. Il mio amato bisnonno passò 30 anni in Argentina. Lì uno dei più recenti grandi poeti si chiamava Roberto Jorge Santoro. Santoro: popolo di naviganti, santi e poeti…tranquilla ! mi prendo così sul serio giusto 10 minuti al giorno. Poi bevo un Campari e passa tutto.

Nel corso della tua formazione artistica, quali sono stati gli artisti più determinanti nei tuoi ascolti?

Sono stato il ragazzo degli anni ’80 cresciuto con i grandi cantautori, primo fra tutti De Andrè, e con la musica che arrivava specialmente dall’Inghilterra: i Cure, i Depeche Mode e gli Smiths. Poi soprattutto Nick Cave e a ritroso Bowie, Lou Reed, Patti Smith. Più determinanti di tutti: Cohen e da noi, fino ad un certo punto, Modugno.

Alla fine di maggio, hai partecipato alla versione acustica del brano Back To You dei Babylonia e sei spesso ospite protagonista con la tua chitarra, delle serate musicali organizzate da Massimo Giunta. Quando è nata la vostra collaborazione?

Babylonia feat Il Santo frame dal video di Back To You
Fotoframe dal video di Back To You acoustic – Babylonia feat Il Santo

Mi accompagna da tanti anni, nei miei concerti, un musicista che per me è come un fratello, Alessandro Esposti, valente pianista e fisarmonicista. Alessandro è parte integrante del progetto Babylonia. Così ho conosciuto Max, con il quale sono entrato subito in sintonia.

Oltre a far musica, vesti anche i panni dell’attore. Hai infatti collaborato con Mario Luzzatto Fegiz nello spettacolo teatrale “Io odio i talent show”. Ci racconti di cosa si tratta esattamente?

Era lo psicodramma di un critico musicale le cui recensioni una volta potevano determinare o meno il successo di un artista. Oggi non più. In realtà questa era la scusa semiseria per narrare la storia della canzone italiana dal dopoguerra ad oggi, soffermandosi su alcuni nomi importanti fra cui Tenco, De Gregori o Dalla. Uno spettacolo divertente, ricco di aneddoti e trovate bizzarre quanto pregnanti. Con un Fegiz che non ti aspetti, istrionico e dotto al contempo. A me e al maestro Vladimir Denissenkov spettava la parte musicale, con qualche battuta. Mi sono divertito.

foto da frame dal video di Melò: Roberto Santoro e Charlotte Ferradini
Fotoframe dal video di Melo’: Roberto Santoro e Charlotte Ferradini

 

Dopo l’incantevole Melo’, brano estratto da Magarìa, a quale altra canzone hai pensato di dare una veste video (se puoi svelarcelo ovviamente)?

Farei un video di tutte. Forse la stessa Magarìa, oppure Il mio fado per te. Adesso decido.

Ripartirai a breve per l’America centrale o ti fermi un po’ sul suolo italiano, per qualche appuntamento live?

Parto a fine ottobre per qualche settimana. Per le date in Italia, riparto da fine novembre.

Il Santo, Roberto Santoro Ph: Alessandro Tumminello
Ph: Alessandro Tumminello

Quali sono le passioni extra musicali di Roberto Santoro?

Il Cinema e la Letteratura. Tanti film e troppi libri. Tutti insieme. E viaggiare.

Concludiamo con una domanda sul tema “specchio”. Quale rapporto hai con questo strumento riflettente, non solo in termini di apparenza?

Mi vengono in mente gli specchi “veglianti e fatali” di Borges, uno dei miei autori preferiti. Lo specchio è uno strumento magico: testimonia la trasformazione, duplica l’apparenza. Sottovalutiamo gli specchi. E tante altre cose quotidiane, che in realtà hanno una cifra funzionale trasversale. Poi, con i media moltiplichiamo la nostra immagine, continuamente e ovunque.

È una connotazione della nostra epoca quella di aver smarrito la necessità di cercare un senso latente, ri-velante.

Come tutti, mi guardo allo specchio per sistemarmi al mattino, o annodarmi la cravatta. Ogni volta che mi lavo le mani e i denti. Ed è un guardarsi veloce e incurante. Come cantava Fossati : “A chi si guarda nello specchio e da tempo non si vede più, a chi non ha uno specchio e comunque non per questo non ce la fa più…”.

Lo specchio è uno strumento magico“…già… come non essere d’accordo, con le parole di Roberto, che ringrazio, per la disponibilità. Un saluto anche ad Alessandro Esposti, (non raggiungibile sui canali social) e a Massimo Giunta (Babylonia). Termino con un brindisi beneaugurante per Magarìa, perchè ottenga il riscontro che merita.

Ovviamente…con un bicchiere di Campari 🙂

Riferimenti web:
Sito Ufficiale Roberto Santoro
Il Santo pagina facebook
SELF distribuzione

Photocourtesy:
Alessandro Tumminello

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One thought on “Roberto Santoro (Il Santo) nei riflessi dello specchio

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