Elvis Presley & The Wonder Of You

Elvis Presley, The Wonder

Elvis Presley e The Wonder Of You, una canzone tra le meno note che racconta del talento, del mistero e della Spiritualità del re del rock’n roll.

Elvis Aaron Presley, nasce l’8 gennaio del 1935 a Tupelo, una cittadina nello stato del Mississippi da una famiglia di origini modeste. I suoi genitori erano assidui frequentatori delle Assemblee di Dio americane e pare che fu proprio questo ambiente a iniziare il re del rock’n’roll alla musica. Tra i suoi tanti e noti successi come Jailhouse Rock, Suspicious Mind, Love Me Tender, Heartbrake Hotel, esiste un brano, forse meno noto a molti, ma che da sempre mi affascina all’ascolto e mi dona spunti di riflessione.

Elvis Presley il suo talento naturale, tra spiritualità e amore per la metafisica

The Wonder Of You fu scritta per Perry Como da Thomas Baker Knight negli anni 50 e portata al successo, anche da Elvis negli anni 70. Questa canzone, sebbene fosse sempre inserita tra quelle che cantava durante i live, pare non sia mai stata incisa da The King, in studio.Elvis Presley, Cover album The Essential

Mi capitò di vedere un documentario in cui Larry Geller, amico, consigliere spirituale e personale hairstylist del re del rock, dichiarò: “Elvis era una persona profondamente spirituale ed era molto interessato alla metafisica. Elvis attribuiva il suo talento e successo ad una pura benedizione di Dio. Per qualche tempo non seppe come o quale direzione e forma avrebbe dovuto prendere.
Si rivedeva in quel bambino di tre anni, in chiesa, in braccio a sua mamma che voleva cantare. Avrebbe voluto saltare giù dal braccio, attraversare correndo la chiesa, unirsi al coro e cantare con tutto il suo cuore. Elvis diceva: “Cantare è intrattenere la gente, facendoli felici e portare un po’ di gioia nelle loro vite ed è tutto ciò che mi interessa.” Sapeva che era la sua missione nella vita, e conosceva il suo destino finale. ”

Elvis è stato un personaggio carismatico e unico. Un artista che ha scritto un importante pezzo di storia della musica e soprattutto del rock’n’roll, unendo due tipologie di musica che fino agli inizi degli anni 50 erano sinonimo di divisione sociale e intolleranza razziale (musica nera e musica bianca). Con la sua fervida produzione artistica (In 24 anni di carriera ha pubblicato 61 album), ha influenzato e ancora influenza, parecchie generazioni di artisti e ha dato una svolta ai costumi sociali di un’epoca conservatrice, attraverso il suo spirito ribelle. Sul palco, amava stupire con la sua presenza scenica, ma sapeva essere anche sempre attento e generoso con il suo pubblico.

La sua storia e la sua musica continuano a vivere e affascinano, avvolte in un alone di mistero; esistono infatti teorie supportate dai numerosi fan, che si dicono non del tutto convinti della sua scomparsa; che si tratterebbe in realtà di una messinscena e che addirittura, aspettano un imminente ritorno del re del rock’n’roll.

Ognuno in fondo ha bisogno di credere in qualcosa, anche se queste ipotesi sembrano uscite da un racconto fantastico, figlie del mito dell’immortalità. Eppure mi capita spesso di pensare: “se avessero ragione?”


Articolo realizzato per il sito CodCast Channel e pubblicato nell’aprile 2016

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