Istantanee di un sabato di aprile: La mia prima volta con Fabrizio De André, presentazione.

 

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Sabato 9 aprile. Un treno mi porta da Milano a Pavia, dove oggi c’è la presentazione del libro: La mia prima volta con Fabrizio De André. 305 storie, di cui ho parlato all’interno di un precedente post.

Ad accogliermi, il sorriso e la forza inesauribile di Daniela Bonanni – co-autrice assieme a Gipo Anfosso di questo volume edito da Ibis Edizioni – che riesco a rivedere e a riabbracciare dopo un sacco di tempo (c’è stato un tempo che Spaziomusica a Pavia era un po’ la mia seconda casa).

Ma torniamo a noi.
Tutto è partito da Pavia. Quindi la stragrande maggioranza dei testi sono stati scritti da persone che a Pavia vivono, studiano, lavorano, si incontrano. Poi la cosa si è allargata via mail, facebook e non sappiamo bene come.” Ecco un breve stralcio dall’introduzione che Daniela Bonanni, scrive nelle prime pagine del libro.

A questo appuntamento, non potevo e soprattutto non volevo di sicuro mancare, visto che per il 50% il mio sangue è pavese e che Fabrizio De Andrè è da quando ero una ragazzina, tra i miei artisti e ascolti favoriti.

Il cortile interno del Palazzo del Broletto, inizia a riempirsi di persone di tutte le età. Subito dopo qualche parola introduttiva e il programma che vedrà protagonista la serata, attraverso tributi musicali sparsi per tutta la città, ecco la prima sorpresa.

Avevo notato, entrando, diversi striscioni bianchi sui quali sono stati disegnati dei papaveri rossi e, tra i quali, compaiono dei nomi. Sono dei protagonisti di queste storie, gli autori, coloro che hanno contribuito a scrivere queste 223 pagine.

Con questi striscioni, inizia una camminata per alcune vie del centro di Pavia; si parte da Piazza della Vittoria, si percorre parte del Corso di Strada Nuova, per poi girare ed arrivare davanti alla Basilica di San Michele Maggiore per una breve sosta fotografica e si riprende la strada fino al Duomo, con una seconda sosta fotografica.

Durante tutto questo tragitto, non manca la presenza della musica, ovviamente, perché tutti in coro intoniamo qualche canzone di Faber. Da Bocca di Rosa, La Canzone di Marinella, ad Un Giudice.

Il clima è festaiolo e ricco di  umanità. Questo anello di persone, sprigiona nell’aria tanta energia che idealmente colora di rosso le strade affollate del sabato pomeriggio nel centro di Pavia.  Si rientra a Piazza Della Vittoria dove avviene la performance finale che conclude l’evento.

Autori e scrittori, vengono circondati da uno striscione e in questo cerchio al segnale, ognuno legge il proprio scritto direttamente dalla pagina del libro.

Emozionante davvero. Mentre osservo tutto quello che mi sta girando attorno, penso alla potenza che ha la musica, l’unica “arma” che riesce a sconfiggere tante brutture.

Tempo per me di rientrare a casa, carica e sorridente come quella ragazzina che a 19 anni…cantava La Canzone dell’Amore Perduto

Grazie Pavia, grazie Faber!

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