TORI-TOUR-POSTER-amended-WEB-RESDopo il concerto di Roma l’UNREPENTANT GERALDINES TOUR di Tori Amos, partito da Dublino lo scorso 7 maggio, questa sera passa da Milano al Barclays Teatro Nazionale.

Il live inizia in orario, intorno alle 21 circa, con l’ingresso sul palco della “rossa” artista che, indossa una sorta di kimono nero, rosso e blu, aderentissimi pantaloni in pelle nera e un paio di scarpe tacco 12 su cui fa bella mostra la scritta “killer”. Un veloce saluto accompagnato da un luminoso sorriso al pubblico, prima di sistemarsi al pianoforte. Alle sue spalle una scenografia sobria, essenziale, d’effetto…partono le prime note di PARASOL che trascinano il pubblico in un vortice “ipnotico/onirico”.

La prima riflessione che viene istintiva fare è quella di trovarsi dinnanzi una “sirena” Tori Amos live Teatro Barclays Nazionale Milanodai lunghi capelli ramati. Il suo viso è luminoso: due occhi vispi che spiccano dietro alla montatura di un paio di occhiali civettuoli che la impreziosiscono e le regalano fascino. La sua voce è come un fiume inarrestabile, passa da un brano all’altro senza quasi fare nemmeno una pausa, se non breve…giusto il tempo per ricevere consensi e applausi da un pubblico attento, composto (verrebbe quasi da dire fin troppo) che ascolta rapito. Da qualche fila più in alto si levano, di tanto in tanto, incitazioni e urletti di apprezzamento ma sono discreti e poco invasivi, quasi a non voler rompere l’incanto.

Nessun musicista la accompagna in questo spettacolo, Tori Amos è circondata dai suoi fidati strumenti: un pianoforte, anzi “il pianoforte” un Bosendorfer da cui non si separa mai e di cui utilizza anche le parti “dure” del legno per accompagnarsi e una tastiera synth alle sue spalle che diventano tutt’uno con lei.

“Quando tocco i tasti del piano, sento la stessa energia di quando sono innamorata” ha dichiarato tempo fa e questo amore, in effetti è realmente tangibile ed autentico.

Tori Amos Teatro Barclays Nazionale MilanoRibelle lo è sempre stata e non manca di esserlo ancora. Stravolge la scaletta perchè “così ha deciso” inserendo 2 brani: SILENT ALL THESE YEARS e WILD WAY e ondeggia sullo sgabellone che la sostiene, lanciando di tanto in tanto occhiate al pubblico che è catalizzato dalle sue performance. La scena muta colori, luci e atmosfera per introdurre il Lizard Lounge, momento dedicato alle cover. Il palco assume le connotazioni di un grande cielo puntinato di stelle e fasci luminosi che fanno da cornice a SOMEWHERE OVER THE RAINBOW, un momento di grande intensità.

Il cantato è pieno, carico e carezzevole al tempo stesso. La voce assume modulazioni differenti, sfumature variabili che alternano sussurri a grida ed estensioni che raggiungono punti così elevati che la rendono unica e inimitabile. Una vera professionista, sensuale e con il dono dell’umiltà e dell’autoironia, che non si perde in discorsi ridondanti lasciando che sia la musica a parlare, ma gioca con il pubblico e non fa fatica a comunicare persino un momentaneo “vuoto di memoria” che le fa dimenticare qualche strofa durante l’esecuzione della cover di TIME di Tom Waits.

Tori Amos non è diva da frequenti “cambi d’abito” ma un cambio sulla scena avviene…al sintetizzatore si sostituisce infatti un organo Hammond con il quale esegue i brani che conducono alla conclusione del concerto. L’apoteosi “attesa” dai fan presenti in sala sopraggiunge sulle note di CORNFLAKES GIRL (anche se eseguita con l’ausilio di una base musicale). La compostezza del teatro “rompe le righe” o meglio solleva le persone del pubblico dalle poltrone trasformando il finale e i successivi encores (bis) in un momento di festa con tanto di consegna di fiori che Tori mostra a tutti fieramente come un trofeo, meritato. Ora tocca a Padova, poi il tour proseguirà facendo tappa nelle principali città europee.

Unrepentant Geraldines è il suo ultimo lavoro, il quattordicesimo in studio e segna il ritorno sulla scena dell’artista cinquantenne che celebra con leggerezza e gioia creativa la consapevolezza di una donna che afferma :“Perché mi sto nuovamente facendo strada verso me stessa” (da Oyster, traccia numero 12 di Unrepentant Geraldines).

Metti una sera di giugno a Milano, dopo un breve temporale…ti ritrovi seduto tra le stelle, avvolto da un colorato arcobaleno fatto di luci e musica ad ascoltare il canto di una sirena “eterea come un uccello” (ndr: il significato del nome Tori in giapponese). scaletta

Photo courtesy (locandina tour e set list: Tori Amos web e facebook)
Organizzazione e promozione evento: Live Nation

Riferimenti web:

Tori Amos Official website
Tori Amos pagina facebook

Live Nation Italia sito ufficiale
Live Nation Italia pagina facebook

Un doveroso ringraziamento a Silvia Leo

MusicArt Blogger, web content editor, comunicazione e promozione.

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