I Legàmi Di Luce dei Newdress

fd84199e8b8468e66e7424d5739399abUna mattina abbiamo trovato un piacevole messaggio nella posta de Lo Specchio e soprattutto, un nome più che mai evocativo e perfettamente in linea con la nostra “filosofia”: Legàmi Di Luce…ci ha subito incuriosito. Ci siamo avvicinati, seppur virtualmente, al progetto dei Newdress e abbiamo voluto scoprirne qualcosa di più. Ecco il resoconto della piacevole chiacchierata con Stefano Marzoli.

newdress-cover1-150x150Ciao Stefano, benvenuto a bordo de Lo Specchio! Sveliamo ai nostri lettori chi troviamo dietro il nome “Newdress” e come è nato il vostro progetto?

Ciao e grazie per l’accoglienza…beh non vi annoierò con la nostra biografia, anche perché ritengo che il nostro vero potenziale si sia sviluppato negli ultimi tre quattro anni. Io e Jordan musicalmente siamo cresciuti insieme in varie band dal ’94, sul nostro cammino abbiamo incontrato Andrea e finalmente siamo riusciti a creare quell’alchimia che ti permette di lavorare bene, ottenendo anche dei risultati in un clima divertente e piacevole.

Inutile negare che facendo nostro il motto “Far luce, creando riflessi” siamo rimasti subito affascinati dal titolo del vostro album “Legàmi di luce”…ci racconti, per quanto è possibile cosa significa?

Legàmi di luce è un disco speciale, un disco ricco di aneddoti. Quando l’abbiamo avuto per le mani ci siamo accorti di aver speso bene il nostro tempo e le nostre energie.
“L’illuminazione” ci è venuta alla fine del lavoro, quando ci siamo trovati a Milano di notte – mentre fuori nevicava parecchio – a dover prendere quelle decisioni che creano grandi discussioni e non sai se sono fissazioni da artista o cose importanti. Dovendo decidere la sequenza delle canzoni ci siamo accorti che mettendo i brani in ordine alfabetico il disco suonava bene e le canzoni assumevano un significato e una cronologia ben precisa. Descrivevano il “diario di una seduzione” con le ansie e le paure del primo incontro, i pensieri del vissuto, fino ad un finale aperto. Le parole più ricorrenti nei testi erano luce, buio, ombre, splendi… da qui l’idea del titolo.

NEWDRESS1Quali sono i vostri gruppi di riferimento, anche se qualche idea ce la siamo fatta ma preferiamo che sia la vostra voce a svelarci qualche “sfumatura” in più…

Quando ci siamo trovati a dover dare un sound ben preciso alla nostra musica più che a band specifiche abbiamo pensato a quello che non ci piaceva.

Quindi il rullante e la batteria in generale dovevano essere potenti e ben presenti come negli anni 80 e non “nel mix”, una voce melodica e precisa stile band anni 90 e una chitarra rock a 360°. Io e Jordan siamo la parte più elettro/wave mentre Andrea quella più rock. Posso citarti qualche nome di band che ci hanno influenzato come Bluvertigo, Timoria e LaSintesi per restare in Italia, Depeche Mode, Interpol, Simple Mind eheheh potrei non fermarmi.

“Bisogna Passare Il Tempo” è un brano che colpisce con la sua energia ed entra in testa subito ed è impreziosito da un video “semplice” ma con una fotografia molto bella, con richiami moderni e allo stesso tempo retrò…abbiamo letto che la composizione del brano è stato ispirato da una poesia di Prevert…ci racconti qualcosa in più?Immagine-2-150x150

Il video è stato girato da un bravissimo regista di nome Davide Franzoni negli studi 35 IMAGE MIX, lui aveva già girato il nostro primo video Difficilmente Instabile. Credo che tu abbia colto l’idea del video. La sua semplicità, senza forzature è la sua forza. E’ stato creato un ambiente astratto e fatto un ottimo lavoro con le luci per dare una tridimensionalità al tutto, grazie anche alla collaborazione di Francesco Cancarini. Mi sono imbattuto nella poesia di Prevert casualmente, come capita spesso per le scoperte migliori…mi ha stupito il fatto che fosse racchiusa in una raccolta di Poesie D’amore, ma non non trattava il tema in modo esplicito. Comincia così: ” Credono che sia facile non fare proprio nulla, mentre in fondo è difficile anzi difficilissimo, bisogna passare il tempo ed è ‘na fatica…” Io ho cercato di fotografare il concetto in un momento particolare, quando pensi ad una persona ma prima di poterla incontrare potrebbero trascorrere giorni…quindi è necessario occupare le ore e i pensieri nel migliore dei modi o non fare nulla, ma è comunque una fatica.

E sono due le figure di rilievo che caratterizzano la collaborazione e produzione di questo vostro lavoro. Lele Battista e Andy Fluon…cosa significa lavorare con loro?

Il primo album di Lele Battista con i LaSintesi, è stato un dei dischi fondamentali per la mia formazione, oltre ad essere un ottimo musicista ha la capacità di scrivere testi comprensibili profondi e che ti lasciano un segno. Abbiamo seguito tutta la sua carriera e visto parecchi suoi concerti. Quando ci siamo trovati a dover realizzare il nostro primo vero disco, ci siamo chiesti chi avrebbe potuto dare un giudizio prezioso alle nostre canzoni e in caso renderle più interessanti. Abbiamo subito pensato a lui, e dal primo incontro ci siamo trovati davanti un grande artista, disponibilissimo diventato poi un ottimo amico. Con lui abbiamo fatto 13 giorni di pre-produzione, nel suo studio, dove sono stati sezionati i brani, curate le melodie e gettate le basi per entrare in studio preparati. Infatti con Stefano Castagna (produzione artistico ) al Ritmo&Blu ci siamo potuti dedicare interamente al suono che è il suo pane, sperimentando e potendo curare ogni dettaglio.

Immagine-1-150x150Nel frattempo grazie a Lele siamo riusciti a far arrivare dei provini ad Andy con il quale non pensavamo sarebbe stato possibile far qualcosa; invece di ritorno da un viaggio ha chiamato Lele dicendogli che gli era piaciuto ” Bisogna passare il tempo” e che volentieri avrebbe dato il suo contributo. In una giornata che non scorderò mai, è venuto in studio, ha registrato la parte di sax e dato nuove indicazioni su come migliorare il tutto. In quel momento ho capito cosa significa lavorare con veri artisti e di quanta strada c’è da fare. Il pensiero che da una nostra idea si sia poi giunti ad un risultato simile, ci ha commosso. Ringraziamo ancora Andy poiché quel giorno ha trovato il tempo di venire. Abbiamo avuto occasione di suonare prima dei Fluon a Pisa e anche in quella occasione si è rivelato un’ottima persona.

Cosa pensi dell’attuale momento storico e in che modo, a tuo parere è possibile riuscire a fare ancora “luce” attraverso la musica?

Noi abbiamo visto l’evoluzione del panorama discografico anche se abbiamo trentadue anni. Quando abbiamo cominciato, per una band fare un disco voleva dire iniziare a fare sul serio e spesso cominciare a farle il musicista di mestiere. C’era una fascia intermedia nella quale gruppi come Timoria, Negrita Bluvertigo, Subsonica ecc. stavano e nella quale ogni band emergente puntava ad arrivare. Non diventavi una rockstar ma potevi permetterti di dedicarti interamente alla musica. Con l’avvento di Internet, questa fascia è sparita, fare un disco è il minimo per cominciare. In passato c’erano filtri più o meno positivi che selezionavano le produzioni, parlo di case discografiche, radio e giornalisti. Quindi pochi arrivavano ad avere una certa notorietà e il resto della musica restava demo o al massimo produzioni limitate nel circuito veramente alternativo. Non posso dire se la situazione sia migliorata, so solo che quando pongo a qualsiasi persona la domanda ” dimmi il nome di un gruppo italiano nato negli ultimi anni che ha un seguito nazionale di rilievo” beh…io penso ancora ai Subsonica agli Afterhours, band che hanno veramente la possibilità di fare i musicisti, ma sono in giro ormai da vent’anni, gli ultimi di un periodo che non tornerà. Rispondendo alla tua domanda, credo che il potere della musica rimanga invariato, la gente dovrebbe ricominciare a farsi catturare da essa senza troppe paranoie. Abbiamo vissuto vent’anni basati sulla scorciatoia, sulla superficialità e sull’arte di non saper far nulla come arma vincente, bisognerebbe ritornare alla qualità alle competenze e alla giusta retribuzione (non solo economica) per il giusto lavoro.

Esiste un brano in particolare nell’attuale discografia di altri vostri colleghi, che ti fa o ti ha fatto dire “avrei voluto scriverlo io?”

Se potessi decidere un brano da “rubare” direi Plainsong dei Cure per la magia o Walking In My Shoes dei Depeche Mode per suoni, struttura testo video ecc.ecc.

Quali sono i prossimi concerti dove noi e i nostri lettori possiamo incontrarvi?

Il prossimo concerto è per il 22 Novembre a Brescia a Carmen Town durante il quale presenteremo il nuovo video che stiamo girando con il regista e grafico Kovre.

Poi dal 22 ottobre partirà, attraverso il sito MUSICRAISER ( creato e curato da Giovanni Gulino dei Marta sui Tubi e Tania Varuni fondatrice di Secret Concerts ) una campagna di raccolta fondi per finanziare il tour 2013 dei Newdress. Una campagna tipo quella fatta da Amanda Palmer tramite Kickstarter. Ci crediamo molto, poiché avremo così la possibilità di organizzarci noi date in posti particolari allestiti per l’occasione in tutta Italia. Sinceramente le vie tradizionali come la ricerca di un’agenzia di booking non hanno dato i risultati sperati anche se non credo che avrebbe dato una svolta decisiva.

Se tra le tracce di “Lègami di luce” ti chiedessi ipoteticamente di sceglierne una per una “compilation rappresentativa de Lo Specchio” su quale ricadrebbe la scelta?

Direi “Cambiamenti d’aspetto”, ogni volta che ti guardi allo specchio, non cercare l’immagine della volta precedente, ma quella che non avevi mai visto prima.

Speriamo di non averti “torchiato” troppo con le nostre domande. La nostra filosofia è quella di uscire un po’ dagli schemi consueti, ma sappiamo anche quanto sia giusto rispettare un lavoro e lasciare il compito a chi si mette all’ascolto della musica, di catturare ogni eventuale altro dettaglio del tutto personale quindi, spegniamo il faro indagatore ora…

Nessun problema anzi è un piacere poter parlare del proprio lavoro, soprattutto quando ne vai fiero.

Grazie per averci raggiunto, per averci dedicato tempo ed attenzione e un grande “In bocca al lupo” per il vostro progetto!

Grazie a voi per lo spazio che ci avete concesso. Invitiamo tutti sul nostro sito www.newdress.it e sulla nostra pagina Facebook dove è possibile ascoltare interamente il disco e comprare direttamente da noi ad un prezzo speciale Legàmi di Luce. A presto.

Stefano Marzoli Newdress

Newsdress on web:
Sito Ufficiale Newdress: http://www.newdress.it
Newdress on Facebook: https://www.facebook.com/#!/newdress?fref=ts
Canale Youtube: http://www.youtube.com/user/NEWDRESSTV

Photo Courtesy: foto e grafica Kovre
Per il video di “Bisogna Passare Il Tempo”: Davide Franzoni 35 IMAGE MIX

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